Caucaso, è strage!

Il Daghestan, una repubblica del Caucaso settentrionale, è stato teatro di un vero e proprio massacro. Nella città di Kizlyar due tremende esplosioni sono costate la vita a 11 persone, tra cui il capo della polizia, mentre si contano decine di feriti. Proprio una fonte della polizia locale ha dato il bilancio provvisorio dell’attentato: “Ci sono sette funzionari di polizia tra gli uccisi. Il numero dei feriti potrebbe raggiungere le decine. Sono stati trasportati in diversi ospedali”.  La prima esplosione è avvenuta alle 8:45 di mattina: un’auto ha violato un posto di blocco ed è esplosa mentre una pattuglia si avvicinava, le vittime sono state due poliziotti e una donna che viveva vicino la zona della deflagrazione. Circa un quarto d’ora dopo, quando sul luogo si era creata una folla tra soccorritori e curiosi, un kamikaze, travestito da poliziotto, si è fatto saltare in aria, uccidendo cinque poliziotti e il capo della polizia. Rashid Nurgaliev, il ministro degli interni della Russia, per tamponare la situazione ha ordinato di aumentare la sorveglianza nei luoghi più a rischio in Daghestan. Il ministro ha poi dichiarato che la risposta del governo agli attentati in Daghestan e a Mosca sarà “dura e di principio”. Nelle ultime ore voci del governo russe hanno poi dichiarato che anche l’attenato avvenuto nella capitale qualche giorno fa era stato organizzato in Daghestan, una zona particolarmente calda ai confini con la Cecenia.

Marco Proietti