Tg1:sospetti sull’allontanamento di tre giornalisti. Minzolini: solo ricambio generazionale

Dopo le ben note vicende legate alle intercettazioni telefoniche, si torna di nuovo a parlare del direttore del Tg1 Augusto Minzolini e, anche questa volta, per fatti dai contorni poco chiari. Tre giornalisti: Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso, sono stati misteriosamente e improvvisamente sollevati dall’incarico di conduttori del Tg1 ma solo, secondo quanto affema lo stesso direttore, «per dare un segnale di cambiamento».

Secondo Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, i due consiglieri di minoranza Rai, si tratterebbe invece di «una vera e propria epurazione dei giornalisti che non hanno firmato la lettera in favore del direttore». Concorde anche l’Uisgrai, il sindacato dei giornalisti Rai, che chiede il reintegro dei tre giornalisti e parla di «delirio di onnipotenza di un direttore nei fatti dimezzato» e di un «abuso di potere consentito dall’acquiescenza del direttore generale Mauro Masi». Sulla stessa linea, il comitato di redazione del Tg1, che sottolinea la presunta volontà di rappresaglia del direttore Minzolini nei confronti di quei giornalisti che non si sono scheirati dalla sua parte durante la vicenda della raccolta di firme per il caso Mills.

L’ex “squalo” del giornalismo parlamentare, Minzolini, si difende dalle accuse rivendicando la necessità di un ricambio generazionale e dichiarandosi estraneo a queste logiche di comportamento. Nel frattempo, i consiglieri Nervo e Van Straten, hanno richiesto un intervento del presidente Paolo Garimberti, «a garanzia di chi lavora in Rai».