Gaza, raid aerei israeliani fanno temere nuova escalation

    Sono più di dieci i raid aerei lanciati nelle ultime ore da Israele contro la striscia di Gaza, in quello che potrebbe essere solo l’inizio di una nuova massiccia offensiva militare.

    Gli attacchi – che arrivano a una settimana dall’uccisione di due soldati israeliani, avvenuta nei pressi di Khan Yunis, e a seguito del lancio di diversi razzi palestinese in territorio israeliano – hanno colpito principalmente la parte sud dell’enclave palestinese e il campo profughi di Nusseirat, causando il ferimento di tre bambini. Secondo l’esercito israeliano, obiettivo dei raid erano quattro fabbriche di armi della guerriglia. Ma secondo fonti palestinesi gli attacchi avrebbero colpito alcune fattorie, una fabbrica per l’imbottigliamento del latte e alcune caserme delle Brigate Ezzedine al-Qassam, ala militare di Hamas.

    Nuova offensiva

    I raid di oggi è potrebbero rappresentare solo il principio di una nuova massiccia offensiva, simile a quella che insanguinò Gaza tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009, causando la morte di oltre 1400 palestinesi. “Se il lancio di razzi contro Israele non terminerà potremmo vederci costretti ad elevare il livello delle nostre attività e intensificare le nostre azioni contro Hamas”, ha dichiarato il vice-premier israeliano Sylvan Shalom.

    Il primo ministro di Hamas, Ismail Haniyeh, ha risposto alle minacce del governo israeliano facendo sapere di avere contattato le altre fazioni presenti nella Striscia per “concordare le misure da prendere per proteggere il nostro popolo e rafforzare la nostra unità”, ma ha anche chiesto l’intervento della comunità internazionale, al fine di evitare una nuova escalation,.

    Per il momento l’appello di Haniyeh è stato raccolto dalla Gran Bretagna che oggi ha espresso la propria “preoccupazione” per la nuova serie di incursioni aeree israeliane sulla Striscia di Gaza e ha invitato le parti alla moderazione.

    “Siamo preoccupati per i raid aerei su Gaza oggi e invitiamo le due parti a dare prova di moderazione”, ha indicato un portavoce del ministero degli Esteri britannico, che ha anche invitato israeliani e palestinesi “a concentrare i loro sforzi sui negoziati e ad impegnarsi in modo urgente nei colloqui indiretti sotto l’egida degli Stati Uniti”.

    Osservatorio Iraq