Michael Jackson, fu lui a iniettarsi il farmaco letale

Michael Jackson e Conrad Murray

Secondo la tesi degli avvocati difensori del medico personale di Michael Jackson, come oggi è riportato sul sito internet del tabloid inglese “The Sun”, fu proprio il Re del Pop ad iniettarsi la dose letale del farmaco Propofol (un tranquillante che il cantante usava per dormire), mentre il dottor Conrad Murray era in bagno. Murray, imputato per omicidio colposo nel processo ‘post mortem’ della star americana, secondo quanto riportato dal “Sun”, si sarebbe infatti assentato proprio nel momento in cui Jacko si sarebbe iniettato il flacone da 20 ml di Propofol, provocandosi l’attacco di cuore che lo ha condotto al decesso. Il dottor Murray, al rientro nella stanza, sostiene di aver trovato il cantante con le pupille innaturalmente dilatate ed il flacone del medicinale a terra.

Il medico, che adesso rischia 5 anni di carcere qualora fosse condannato, sostiene anche di non aver fatto nulla di improprio nel proporre quel medicinale a Jackson, poichè, afferma il medico “Michael era solito dormire gran parte della giornata”.  La linea di difesa degli avvocati di Murray punta proprio su questi famigerati “due minuti” di assenza dell’uomo dalla stanza dove riposava il cantante per riuscire a far emettere alla corte una sentenza di assoluzione.

Emiliano Tarquini