Archeologia, a Tell Zeidan si scava indietro di 6000 anni

Gli scavi sulla collina di Tell Zeidan, nella valle dell’ Eufrate in Siria, non solo stanno scoprendo artefatti in quantità incredibile, ma stanno portando alla luce una delle prime civiltà urbane in assoluto, nata attorno al 6000 a.C.
Scambi commerciali che coprivano distanze di centinaia di chilometri, metallurgia del rame avanzata, produzione di ceramiche e di utensili in metallo e pietra. Ecco cosa si sta scoprendo relativamente alla cultura Ubaid, che creò una struttura sociale basata sul potere e la ricchezza ben prima di altre civiltà Medio Orientali.

Gli archeologi hanno scoperto un intenso commercio in ossidiana e la produzione di elaborati manufatti in rame, e l’esistenza di una struttura sociale basata su una elite che utilizzava sigilli di pietra per identificare l’appartenenza dei beni.

“Il progetto risponde a domande non solo relative a come queste società siano emerse, ma anche come sono sopravvissute e si sono sviluppate” sostiene John Yellen, direttore del programma di archeologia della National Science Foundation, a supporto dell’unità archeologica sul sito della University of Chicago.

Il sito copre 31 acri sulla collina di Tell Zeidan, punto in cui il fiume Balikh si congiunge con l’Eufrate, nell’odierna Siria. La località sembra essere stata un’antica via commerciale per la Mesopotamia durante il periodo Ubaid, che durò dal 5300 al 4000 a.C.
“Questo periodo enigmatico ha visto i primi sviluppi di irrigazione su vasta scala, agricoltura, templi centralizzati, leader politici potenti e l’emergere della prima ineguaglianza sociale, quando comparvero le prime elite benestanti” afferma Gil Stein, direttore dell’ Oriental Institute e leader della spedizione.

“La ricerca è importante anche perchè fornisce indizi su quanto una società si sia sviluppata, basandosi su collegamenti commerciali che si estendono per centinaia di chilometri” continua Yellen, facendo notare che alcune materie prime utilizzate per la costruzione di artefatti, come il rame, venivano trasportate per oltre 400 km, per poi essere lavorate a Tell Zeidan.

Uno dei pezzi più interessanti ritrovati durante gli scavi è una pietra che raffigura un cervo. Il sigillo misura circa 5 x 7 centimetri, ed è stato ricavato lavorando della pietra rossa, non rintracciabile nella zona. Lo stesso design sembra sia stato ritrovato a quasi 300 km da Tell Zeidan, nei pressi di Mosul, Iraq.

Un altro ritrovamento molto prezioso è un vaso alto circa 20 centimetri e datato al 5.400 a.C., dipinto e ricoperto da motivi ovali che sarebbero connessi alla cultura Halaf. E c’è poi una statuetta di circa 15 centimetri che rappresenta una figura femminile stilizzata, datata al periodo Ubaid e fatta di argilla cotta.

“L’esistenza di sigilli molto elaborati con motivi molto simili a quelli ritrovati a centinaia di chilometri di distanza suggerisce che in questo periodo le elite di alto rango estendevano la loro influenza su una regione molto ampia, e condividevano un set comune di simboli e, forse, anche una comune ideologia sullo status sociale” dice Stein, che continuerà a dedicarsi al progetto di scavo perchè, a suo dire, la zona sarebbe estremamente interessante ed una vera miniera d’oro per il futuro ritrovamento di preziosissimi artefatti, che potrebbero contribuire a capire una civiltà così antica come quella Ubaid.