Eseguito a Bari il primo aborto con Ru486. La prima paziente è una donna di 25 anni

E’ avvenuta oggi (7 Aprile 2010 n.d.r) alle 13.10 al Policlinico di Bari la prima somministrazione della pillola abortiva Ru486 dopo l’approvazione del farmaco in Italia. Lo comunica l’ADNKRONOS SALUTE da fonti dell’ospedale pugliese.

Dieci confezioni di pillola abortiva erano arrivate questa mattina intorno alle 9 al Policlinico di Bari. Dopo la somministrazione del farmaco, avvenuta su una donna di 25 anni, la paziente è stata messa a riposo, dicono ancora dall’ospedale pugliese.

“Le procedure seguite – ha spiegato all’ADNKRONOS SALUTE Vitangelo Dattoli, direttore generale del Policlinico di Bari – sono quelle che adottiamo da 4 anni, coerentemente alla normativa. La modifica sostanziale” rispetto alla fase di sperimentazione, durante la quale nell’ospedale pugliese il farmaco abortivo è stato utilizzato su 200 donne, “è che la pillola Ru486 viene somministrata in regime di ricovero ordinario, come da indicazione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa)”, ha precisato il dg. “Noi, qui al Policlinico di Bari – ha ricordato Dattoli – dal 2006 adottiamo misure di grande attenzione e cautela: screening della paziente, esami di laboratorio, elettrocardiogramma e tutte le altre visite che servono a individuare la paziente che può optare per l’aborto farmacologico in alternativa a quello chirurgico”. Una procedura “assolutamente coerente con la legge 194“, ha assicurato il direttore generale.

“Dopo giorni di inutili polemiche, oggi in alcune strutture ospedaliere inizierà finalmente la somministrazione della pillola abortiva. E’ un giorno importante per la tutela dei diritti delle donne e della loro salute. E’ inaccettabile, però, che ciò non avvenga in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”. Ad affermarlo è Livia Turco, capogruppo Pd in Commissione Affari sociali della Camera. “Questa sorta di ‘federalismo etico’ è illegale e ingiusto”, sottolinea la Turco in una nota. “Perciò – aggiunge – chiederemo al ministro della Salute Fazio di riferire al più presto in Parlamento per fare chiarezza, una volta per tutte, sul guazzabuglio della destra sui temi etici”.

Intanto a Roma si è insediata, alla presenza del ministro della Salute Ferruccio Fazio e del sottosegretario Eugenia Roccella, la Commissione ministeriale per predisporre le linee guida sulle modalità di utilizzo e sulla raccolta dati utili al monitoraggio dell’impiego della pillola abortiva. La Commissione, che sarà presieduta da Fabrizio Oleari, direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute, dovrà elaborare linee guida al fine di rendere uniformi i livelli di sicurezza nell’impiego della Ru486 a livello nazionale anche attraverso l’adozione di protocolli comuni, prevedendo altresì una esaustiva informazione alla donna sulle tecniche di interruzione volontaria della gravidanza di tipo medico e chirurgico, sui relativi rischi e le possibili complicanze per una scelta libera e consapevole da parte della stessa e conseguentemente definire percorsi assistenziali omogenei. La Commissione – spiega il ministero della Salute – dovrà inoltre “individuare le modalità utili ad effettuare un monitoraggio sull’utilizzo, l’efficacia ed eventi avversi del farmaco attraverso la raccolta di dati omogenei”.

In Liguria, invece, esplode la polemica sulle modalità di somministrazione della Ru486. Ieri mattina, in seguito alla riunione dei responsabili della rete ginecologica ligure, era stato annunciato che la pillola abortiva nella regione sarebbe stata somministrata in regime di ricovero ordinario secondo le linee guida ministeriali e sulla base di un preciso protocollo concordato per tutta la regione. Ma secondo Cristina Morelli, presidente dei Verdi liguri, ”in nessun altro paese dove la Ru486 è legale è previsto il ricovero delle donne in ospedale. Ciò detto, ricordiamo, non dispiaccia alla nuova maggioranza, che l’ospedale non è un carcere; la donna che, una volta assunta la prima pillola abortiva, vorrà andarsene a casa potrà farlo, dopo aver firmato il foglio di dimissioni, per poi tornare in ospedale dopo 24-36 ore per assumere la seconda pillola”.