“Basilicata Coast to Coast”, la Lucania beat di Papaleo

Nicola Palmieri (Rocco Papaleo), professore di matematica col pallino della musica, decide di attraversare la Basilicata a piedi assieme ai suoi tre migliori amici, Rocco (Alessandro Gassman), Salvatore (Paolo Briguglia) e Franco (Max Gazzè), musicisti a tempo perso anche loro. Destinazione finale: Scanzano Jonico, dove ogni anno si tiene un importante festival del teatro canzone. L’iniziativa, accolta perlopiù con ironia e disinteresse, trova accoglienza solo in una piccola testata parrocchiale che decide di riprendere l’inedito pellegrinaggio inviando come reporter Tropea (Giovanna Mezzogiorno), giornalista frustrata e scontrosa. Nessuno taglierà il traguardo, ma il viaggio segnerà comunque le loro vite.
D’altra parte nella Basilicata Coast to Coast di Papaleo – debutto dietro la macchina da presa in un film che è anche la prima produzione italiana targata Eagle – arrivare significa solo mettersi in cammino, partire è la meta. Non serve altro, se non una combriccola allegra (ma non troppo), scenari da favola, genuinità e buone canzoni. Tutti ingredienti che questa sorta di “Lucania On the Road” profonde con una leggerezza di spirito che ti conquista, senza strafare, ammaliare, prendere scorciatoie.
Nulla di trascendentale, certo, ma è forse questo il suo merito: Papaleo non insegue inutili chimere autoriali, ci chiede solo di accompagnarlo nel viaggio, e la sua compagnia – come quella degli ottimi comprimari (con lode Briguglia e Gassman, quest’ultimo simpaticamente spaccone come il padre “Vittorio”; Gazzè, versione “muta”, e la Mezzogiorno in vacanza dagli isterismi, appaiono invece i meno sinceri) – non dispiace. Basta condividerne l’ingenuo spirito fricchettone, l’estasi di un panino con la frittata, un ballo improvvisato tra accampamenti di fortuna, e canzoni nate sul momento, amori di passaggio e paesaggi immacolati.
Una commedia musicale e insieme un road-movie che ha il sapore dell’happening perché sembra davvero “farsi” davanti ai nostri occhi, secondo le traiettorie del caso e le regole dell’improvvisazione. E se il Cristo di Levi si era fermato a Eboli, il quartetto di Basilicata Coast to Coast si spinge oltre, smarrendosi.
Cogliendo in fondo il senso di ogni Frontiera, del perdersi fino a ritrovarsi. Come il vecchio adagio beat: andare, e non fermarci finché non siamo arrivati. “Per andare dove? Non lo so, ma dobbiamo andare” (J. Kerouac, Sulla strada).
Gianluca Arnone – Cinematografo.it