C’era una volta il matrimonio

Secondo una recente inchiesta dell’ Istat, in Italia ci si sposa sempre meno. Negli ultimi trent’anni i matrimoni  in Italia si sono dimezzati,quattro matrimoni ogni mille abitanti.

Soprattutto le prime nozze sono in calo, al contrario in ascesa sono i matrimoni tra chi ha già provato l’esperienza del velo e dei fiori d’arancio, insomma  crescono invece i matrimoni di chi, dopo un divorzio, si vuole concedere una seconda chance.

Cambiano le abitudini degli italiani, i quali scelgono il rito civile anziché quello tradizionale  davanti all’altare. L’età media per convolare a nozze è lievitata per gli uomini a 33 anni e per le donne a 29,9 anni.

I matrimoni calano vertiginosamente anche perché la popolazione italiana è vecchia. Il numero  degli  anziani è di gran lunga superiore a quello dei giovani. Le probabilità che ci siano degli incontri che possano dar luogo a matrimoni  è minore rispetto a qualche decennio fa.

Ma il motivo predominante è sicuramente quello economico. Troppi giovani sono precari, non hanno le possibilità di crearsi un futuro, di sposarsi e fare famiglia. Manca il lavoro, senza lavoro  non c’è il denaro necessario per comprare una casa, per accedere a un mutuo, per organizzare un matrimonio, il quale comporta spese che spesso superano le decine di migliaia di euro.

Il giovane d’oggi è costretto a dilatare il fidanzamento per anni. Rapporti che durano anni ma che rimangono in stand-by, senza che ci sia il salto di qualità, il passo decisivo verso l’altare. Coppie che spesso scoppiano proprio per l’impossibilità di dare un seguito alla relazione, proprio perché non ci sono le condizioni economiche necessarie per raggiungere lo step successivo.

Se i matrimoni celebrati sono sempre più in calo, lo si deve anche al fatto che aumentano i rapporti di convivenza more uxorio. Che seppur poco tutelati dalla legge  e oggetto di aspri dibattiti, crescono in maniera esponenziale proprio per le suindicate difficoltà economiche.

Senza dimenticare i rapporti gay che incidono nella statistica. Insomma l’istituto del matrimonio sta diventando per vari  motivi contingenti, una pratica ormai anacronistica e non più al passo dei tempi. In barba ai tradizionalisti e ai vecchi romantici che sognano ancora la marcia nuziale. E’ proprio il caso di dire “c’era una volta il matrimonio”.

Fabio Porretta