In Texas scoperta la chiave segreta delle minacce di Al Qaeda

    Per i Taliban l’occidente è il Male, il grande nemico. I suoi soldati, cooperanti o semplici cittadini sono infedeli che devono essere uccisi in nome d’ Allah. Per la loro propaganda le bande della guerriglia afgana (e di Al Qaeda), nonostante si oppongano a tutto ciò che è modernità (televisori e dvd sono vietati come armi del diavolo) non esitano ad usare la rete web. E dato che i server made in Usa sono tra i più efficaci e meno costosi del mondo, si scopre che quelle minacce e quei proclami sanguinari diffusi sulla Rete partono proprio dal cuore dell’ impero americano.A scoprirlo è stato casualmente un blogger e il Washington Post, in un lungo articolo in prima pagina, lo ha rivelato al grande pubblico. Tutto è iniziato il 25 marzo quando un sito Taliban, che si definisce la voce dell’ “Emirato Islamico dell’ Afghanistan”, si è vantato di un mortale attacco contro le truppe della coalizione internazionale in cui quattro militari sono stati uccisi e ha celebrato l’ avvenimento rendendo onore ai «mujahiddin che si sono impadroniti come bottino delle armi e delle munizioni» degli infedeli. Il blogger ha fatto un po’ di ricerche e ha scoperto che il sito dei Taliban trasmette da un server situato a Houston, in Texas, pagando regolarmente (attraverso carta di credito) la quota di 70 dollari al mese. La compagnia che gestisce il server texano si chiama “The Planet” e, chiamata in causa, ha detto di non essere assolutamente a conoscenza del fatto che i Taliban avessero accesso al server. Yvonne Donaldson, portavoce di “The Planet”, ha spiegato che è «impossibile monitorare tutti i siti web trasmessi attraverso il server», che è uno dei più grandi di tutti gli Stati Uniti ed ha circa 16 milioni di utenti. Secondo il Washington Post la voce dell’ “Emirato Islamico dell’ Afghanistan” era attivo da oltre un anno, mesi e mesi in cui sono stati raccontati con dovizia di particolari gli attacchi suicidi e le imboscate contro le truppe Usa. Il tutto condito da minacce e commenti contro gli americani ed esultanza per ogni militare ucciso. In seguito alla denuncia del blogger il sito è stato adesso chiuso. Ma quello del Texas non è il solo server degli Stati Uniti che i Taliban ed altri gruppi integralisti islamici usano per la loro propaganda. Per Rita Katz, che ha fondato il “Site Intelligence Group” (una società privata che monitorizza le comunicazioni dei gruppi estremisti islamici), «i costi relativamente a buon mercato e l’ alta qualità dei server Usa attraggono gli jihadisti», e anche Al Qaeda ne ha fatto uso in passato. Altri siti Taliban continuano a trasmettere dagli Stati Uniti, come Toorabora.com, legato alla milizia “Fronte di Tora Bora” (la località dove la Cia aveva inizialmente individuato Osama Bin Laden) che usa un server di Atlanta, in Georgia. O come Aalemarrah1.com, che era scomparso dalla Rete lo scorso 3 aprile, ma è poi tornato online, utilizzando un altro server di Houston.

    Repubblica — 10 aprile 2009