“Aaaaaah..ciambelleeee..”

Chi non con

osce quest’ espressione divenuta ormai mitica come il personaggio che la utilizza? Per facilitarvi, posso dire che il personaggio in questione è giallo e ogni volta che gli succede qualcosa di spiacevole usa un simpatico intercalare “dòh”.

Per i pochissimi che ancora non sanno (colpevolmente)  di che cosa sto parlando, il personaggio menzionato è Homer Simpson, protagonista del cartoon “cult” degli anni novanta. Gli appassionati del genere ricorderanno  sicuramente  l’espressione  esilarante di Homer quando s’imbatte di fronte ad una bella e coloratissima ciambella. Testa all’indietro, occhi semi-chiusi, bocca spalancata con tanto di acquolina che gli scende giù in bella vista!!!

Gli autori del cartoon hanno disegnato Homer  usando l’immagine stereotipata del “classico” americano in sovrappeso, goloso di dolci e schifezze varie. Ahimè, trasformando in comico una tristissima realtà che è diventata allarme sociale negli States, ossia l’obesità.

In America  da decenni il fenomeno dell’obesità sta uccidendo milioni di abitanti, creando notevoli disagi nel sistema sanitario e gravando le casse pubbliche di spese extra per venire incontro alle problematiche create da questo esercito di extralarge in continuo aumento.

Purtroppo l’obesità non è soltanto una triste realtà a “stelle e strisce”, ma comincia a prendere tragicamente piede anche in Europa e in Italia, in barba alla dieta mediterranea. Anche nel Bel Paese il numero degli obesi è in continua ascesa e la percentuale dei sovrappeso arriva a toccare la metà dell’intera popolazione, circa il 50%.

“La metà degli italiani e’ in sovrappeso o obesa”, denuncia il direttore del Centro studi sull’obesità dell’università di Milano, Michele Carruba. Ma l’aspetto  che preoccupa di più è l’inadeguatezza della Sanità italiana a fronteggiare questo fenomeno che si sta allargando velocemente a “ macchia d’olio”, come lo stesso Professor Carruba ricorda.

“Mangiando bene si possono evitare il 40% dei tumori e il 50% delle malattie cardiovascolari”, afferma Michele Carruba. “Non esistono cibi buoni o cattivi, ma un’alimentazione buona o cattiva. Perciò la merendina si può anche consumare, a patto che non lo si faccia ogni giorno, dimenticandosi completamente di frutta e verdura”. La soluzione  per il professore è nota a tutti “ Va recuperata la dieta mediterranea riducendo le porzioni”.

Il fenomeno dell’obesità va combattuto facendo un’opera di prevenzione sui bambini, non facendoli ingrassare in maniera spropositata. Perché il 70% dei bambini che arrivano grassi all’adolescenza poi saranno condannati ad una vita da obesi.

Quindi mamme, bisogna evitare d’ingozzare i nostri figli pensando che il bambino “cicciottello” sia sintomo di salute. Al contrario, a sovralimentarli oltre ogni limite li si espone a grossi rischi futuri. Ciò non significa che bisogna metterli a “stecchetto”, ma bisogna certo essere più accorti nel nutrirli. La merendina, il dolcetto, vanno bene ogni tanto ma non possono essere un’ abitudine. Spesso bisognerebbe dare ai propri figli un buon frutto, oppure una buona fetta di pane con una fettina di salame come facevano le mamme di una volta.

Mangiare bene significa anche essere molto più belli oltre che in forma. Un  recente studio dell’Ateneo di Firenze ha stabilito che chi assume nella propria alimentazione pochi zuccheri si ritrova poi meno rughe sulla pelle.

Infatti la ricerca stabilisce che i cibi e le bevande ricchi di zuccheri raffinati sono i responsabili della vecchiaia precoce della pelle. Lo stesso risultato nefasto lo danno anche gli alimenti cotti ad alte temperature, come carne cotta alla brace e fritture.

Questi alimenti contengono una grossa percentuale di una particolare sostanza chiamata “age”, che aumenta del 50% i radicali liberi nella pelle dando il risultato tanto temuto delle rughe.

Basta anche una fetta di torta con una bibita gasata o 150 gr di frittura  oppure 250 gr di carne alla brace al giorno per vedere le rughe prendere il sopravvento su di noi.

Quindi in sostanza, un’alimentazione sana equivale a stare più in forma, a vivere più a lungo e ad essere più belli e giovani, senza dover a 30 anni già pensare di prenotare un chirurgo plastico per un lifting! Dopotutto siamo  o non siamo la progenie, i diretti discendenti  dell’antica Roma e della Magna Grecia? Veri esteti del corpo umano e inventori della locuzione “Mens sana in corpore sano. Insomma avete mai visto un’antica statua romana con la pancia, le “maniglie dell’amore” , il doppio mento o la “buccia d’arancia”? Io no!

Fabio Porretta