Microcar pericolose quanto i motorini

A distanza di soli tre giorni, due incidenti stradali dalla stessa dinamica, aventi quale comun denominatore la morte di minorenni alla guida di microcar. Le minicar sono quei veicoli che tanto vanno di moda tra i giovani teenagers, “cinquantini” a quattro ruote che stanno spopolando nella maggior parte delle città italiane, solo a Roma ne circolano all’incirca 5 mila!

Piccole automobiline che permettono di stare al caldo, riparati dal vento e dalla pioggia, dotate di due posti a sedere, di riscaldamento e perfino di autoradio. Bisogna dire però che tali mini-veicoli non sono proprio alla portata di tutti, sono dei “giocattolini” assai costosi con prezzi che oscillano da 6 mila a 15 mila euro!!

Spesso sono protagonisti di incidenti e non sempre sono veicoli sicuri, visto che la carrozzeria è pressoché  fatta completamente di plastica o vetroresina. Automobili che di auto hanno ben poco e in quanto a sicurezza passiva lasciano molto a desiderare.

Le minicar “sono pericolose quanto gli scooter e non meno, come erroneamente pensano in tanti, soprattutto genitori. Ormai rappresentano un problema di dimensioni enormi” visto che il numero di queste auto in miniatura “cresce vertiginosamente”.

A lanciare l’allarme è Andrea Costanzo, presidente della Società italiana di traumatologia della strada (Socitras), nonché  docente di ortopedia all’Università  “La Sapienza” di Roma e di traumatologia stradale all’ateneo di Bologna.

Inoltre si  “sottovaluta la fragilità del mezzo, credendo di essere più al sicuro che su un motorino. Non è affatto così: stare su una minicar è come sedere su uno scooter”, assicura l’ortopedico. Chi guida questi mezzi “deve essere cosciente di correre gli stessi rischi che si affrontano su uno scooter”.

Numerose prove di crash test hanno confermato in pieno la pericolosità di queste miniauto, il cui comportamento è del tutto insufficiente in tema sia di sicurezza attiva che passiva. Inoltre c’è da dire che queste vetturette, in mano ad adolescenti senza esperienza di guida, portate come un semplice motorino in modo irresponsabile per il traffico, in barba al Codice della Strada, risultano delle vere e proprie mine vaganti.

Ora dopo le tragiche morti di Jacopo Fanfani, diciassettenne nipote di Amintore, e di Federica Lupi ragazza romana di quindici anni, il problema della pericolosità delle  minicar è tornato di nuovo alla ribalta.

Secondo la Polizia Municipale di Roma, la prima ragione di questa escalation di incidenti deve imputarsi al fatto che per guidare questi mezzi occorre solamente il generico patentino, dove è sufficiente superare un esame solo teorico e dove, la conoscenza di almeno della metà del Codice della Strada, abilita alla guida.

Altra causa dei gravissimi incidenti con le microcar è la velocità sostenuta di questi mezzi  oltre il consentito. Le minicar vengono spesso modificate dai proprietari, che elaborano i motori e portano molto al di là la velocità massima dichiarata dai costruttori, mettendo a dura prova il sistema frenante tarato per velocità inferiori.

Infine, queste vetturine nonostante siano omologate per il solo conducente sono equipaggiate da due sedili, tentazione irresistibile per andare in due. Verrebbe da chiedere come mai nonostante l’omologazione per una persona, poi le case costruttrici mettano due sedili. A pensar  male la risposta sarebbe che è un modo per le ditte costruttrici per vendere di più, senza contare che in questi veicoli non sono obbligatorie le cinture di sicurezza. Lucrare sulla vita dei ragazzi è spregevole e moralmente inaccettabile! Non si può più far finta di niente.

Il problema delle microcar è assolutamente un problema da risolvere al più presto. Quanti giovani morti dobbiamo ancora attendere prima che ci sia un decisivo passo in avanti?

Fabio Porretta