La Roma degli anni ’60 negli scatti d’autore di William Klein protagonista ai Mercati Di Traiano

Un omaggio alla città e alla vitalità della Roma anni ’60. È il messaggio contenuto negli scatti d’autore del fotografo americano William Klein nella mostra “Roma: fotografie 1956 – 1960″, aperta al pubblico da ieri ai Mercati di Traiano.

L’esposizione è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, in collaborazione con Contrasto, con l’organizzazione e i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Le 60 immagini raccolte ai Mercati di Traiano colgono in un magistrale bianco e nero volti comuni, giochi di pallone nei vicoli, personaggi e set di ricevimenti e sfilate, feste di famiglia e piccole botteghe, luoghi classici della socialità, dal bar al barbiere.

Protagonista è la Roma nata dal Dopoguerra, incrocio di borgate e fasto nobiliare, con immagini riprese sulle sponde del Tevere, a Cinecittà, Piazzale Flaminio, presso il Divino Amore, l’acquedotto in via del Mandrione e in via di Porta Furba, tra istantanee da Ostia e dal Foro Romano.

Come figuranti, personaggi anonimi e famosi, tra cui Vittorio De Sica, Roberto Rossellini e Federico Fellini, in particolare sul set de Il Generale Della Rovere, di Roberto Rossellini.

William Klein, giovane pittore, grafico e fotografo, reduce dal successo del suo libro-diario fotografico su New York, arriva a Roma nel 1956 invitato da Fellini. Dovrebbe fare l’aiuto-regista, ma il film, “Le notti di Cabiria“, stenta a partire. Klein si ritrova a Roma, una città che non conosce, con la sua macchina fotografica, e tanto tempo per girovagare. Il momento è magico: l’atmosfera di quegli anni è percorsa da uno straordinario vitalismo e Klein si trova ad avere compagni d’avventura straordinari: oltre a Fellini gli fanno da guida Pasolini, Flaiano, Moravia.

Un’esperienza che lo stesso Klein spiega nell’introduzione al libro “Roma + Klein“, edito da Contrasto. “Scoprii – si legge nel testo introduttivo – che davanti alla macchina fotografica i romani avevano un atteggiamento molto simile a quello dei newyorchesi: tutti pensavano di meritare di essere immortalati, di poter essere degni protagonisti di una fotografia. Nessuno domandava “perché?” o “perché proprio io?”. Per 8 settimane fui ovunque e iniziai persino a parlare italiano. Le riprese di Cabiria finalmente presero il via, ma ora ero più preso dal mio progetto personale, una Roma fai da te”.

Nato a New York nel 1928 da una famiglia ebrea di origine ungherese, William Klein all’età di 18 anni passa due anni nell’esercito d’occupazione e si stabilisce poi a Parigi per diventare pittore. Nel 1954 torna a New York e lavora a una sorta di diario fotografico che uscirà due anni dopo in un volume disegnato dallo stesso autore, “Life is Good & Good for You in New York“, che gli varrà il premio Nadar. Raggiunge Fellini a Roma per fargli da assistente. Alla fine degli anni ’50 si avvicina al cinema al quale si dedicherà in maniera esclusiva per alcuni anni realizzando diversi film. Negli anni ‘80 torna alla fotografia e pubblica numerosi libri. Il suo lavoro viene esposto in tutto il mondo e riceve molti premi e riconoscimenti. Innumerevoli i lavori, i libri, i progetti realizzati da questo poliedrico e instancabile artista. Nel 2008 pubblica il volume “Contacts“, edito da Contrasto, che accompagna la mostra omonima.

(s.d.f.)