Possibile incostituzionalità del legittimo impedimento, sospeso il processo Mills

Il legale del premier Niccolò Ghedini

La legge sul legittimo impedimento, varata il 7 aprile scorso, presenta profili di incostituzionalità, poiché introduce infatti una nuova prerogativa attraverso una legge ordinaria e non costituzionale. Con questa motivazione i giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano, davanti ai quali è in corso il processo ‘gemello’ sul caso David Mills nei confronti di Silvio Berlusconi, hanno deciso di inviare gli atti alla Corte Costituzionale. Il Tribunale milanese ha infatti ravvisato possibili elementi irregolari della norma riguardo agli articoli 3 -uguaglianza dei cittadini davanti alla legge- e 138 -sull’iter delle leggi costituzionali- della Costituzione. Una scelta che sospende il procedimento in corso e i termini di prescrizione. Il provvedimento, per quanto legittimo, scatena comunque l’ira funesta di Niccolò Ghedini, legale del premier e deputato del Pdl. “La decisione dei giudici non è condivisibile -ringhia l’avvocato- e mostra la volontà di questo tribunale di non applicare la legge. Evidentemente vogliono fare il processo a Berlusconi indipendentemente dai suoi impegni”.
Inoltre questa mattina Fabio De Pasquale, rappresentante della pubblica accusa, si è opposto al rinvio chiesto dalla difesa del Presidente del Consiglio per il legittimo impedimento rappresentato dalla riunione dell’esecutivo a Palazzo Chigi. “Il Consiglio dei Ministri non è un impedimento assoluto -ha dichiarato il pm in aula- Perché l’impedimento sia legittimo occorre una ragione grave e inderogabile. Il vertice governativo di oggi, invece, deve affrontare provvedimenti di non particolare urgenza”. A sostegno della posizione di De Pasquale parla l’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri, che comprende questioni quali la diffusione del turismo sportivo tramite il golf e i problemi linguistici dell’Alto Adige.

Tatiana Della Carità