L’altra faccia della terza età: 10mila over 65 fanno uso di droghe

Droga, alcol e farmaci minacciano la salute di circa due milioni e mezzo di italiani oltre i 65 anni. Tale conclusione sconcertante emerge dal decimo Congresso della Società Italiana di Psicogeriatria, conclusosi oggi a Gardone Riviera, in provincia di Brescia. Il Congresso ha tracciato un quadro ricco di ombre: ad esempio, si stima che in Italia siano circa 10mila gli anziani che consumano cocaina, marijuana o anfetamine. In molti casi si crea inoltre una situazione di abuso multiplo, associando cioè l’assunzione di alcolici con l’autosomministrazione incontrollata di ansiolitici o analgesici. “Un anziano su dieci -spiega Marco Trabucchi, presidente della Società Italiana di Psicogeriatria- assume cinque o più farmaci psicoattivi al giorno: spesso si tratta di analgesici oppioidi, ansiolitici e sedativi. Il metabolismo dell’anziano è però più lento rispetto a quello degli adulti e i suoi organi sono anche più sensibili agli effetti dei farmaci: cresce così la probabilità che si sviluppi una vera e propria dipendenza”. L’abuso di alcol e di tranquillanti riguarda poi in misura consistente la categoria dei cardriver, cioè coloro che prestano assistenza a un familiare anziano: in Italia un cardriver su quattro supera i 65 anni e in otto casi su dieci si tratta di donne. Prendersi cura di un parente anziano è un lavoro pesante e oneroso, che a volte finisce per logorare psicologicamente chi lo compie. Circa la metà dei cardriver va incontro a ansia o depressione e il 70% di loro finisce per assumere farmaci ansiolitici o antidepressivi.

Tatiana Della Carità