Israele addestra i curdi in Iraq?

Le voci secondo cui militari e agenti dei servizi segreti israeliani starebbero addestrando unità di elite curde nel Kurdistan iracheno hanno rinnovato le preoccupazioni dei turchi – scrive l’analista turco Dogu Ergil

Tutte le persone sconcertate dal peso e dalla frequenza degli eventi che coinvolgono o circondano il loro paese, inevitabilmente faranno affidamento su teorie del complotto. E la Turchia è satura di queste teorie. A causa della contaminazione provocata dal veleno dei “nemici interni”, oltre che di quelli esterni, ciò che uno vede potrebbe essere proprio il contrario di ciò che è realmente. Una retorica pacifica potrebbe essere una copertura per una guerra segreta combattuta contro di noi. Un amico potrebbe essere un nemico travestito. Sebbene non possiamo veramente rispondere per quale ragione abbiamo tanti nemici, o perché così tante persone ci hanno reso loro nemici, siamo costantemente in stato di allerta.

Questo stato d’animo è stato ancora una volta provocato dalle notizie che indicano che militari e agenti dei servizi segreti israeliani sono attualmente impegnati in operazioni segrete nella regione curda dell’Iraq. Secondo le segnalazioni, essi starebbero addestrando commandos curdi nelle tecniche di guerriglia e nelle tattiche anti-terrorismo. In circostanze normali, questa informazione non sarebbe una notizia. Tutte le forze armate hanno unità d’elite di operazioni speciali. Tuttavia, l’intenzione alla base di questo addestramento è maligna: i curdi ritengono che il loro paese sia stato invaso da tutte le direzioni da stati come la Turchia, la Siria, l’Iran e l’Iraq, e si stanno preparando a porre fine all’occupazione di queste forze “imperialiste”! Questo è il motivo per cui accettano l’assistenza israeliana nella loro lotta per la riunificazione e la piena indipendenza.

Al-Qaeda in Iraq aveva fiutato che c’era qualcosa nell’aria in questo senso, ma i leader curdi e i funzionari israeliani avevano negato qualsiasi cooperazione fra i curdi iracheni e Tel Aviv. Entrambi si erano rifiutati di fare alcun commento sulla questione. Ma la stampa americana aveva fiutato l’odore del sangue. Il New Yorker, in particolare, aveva esercitato pressioni, ma non aveva ricevuto risposte positive da parte israeliana. Tuttavia, i giornalisti della rivista avevano scoperto che la presenza israeliana nel nord dell’Iraq era un fatto ampiamente riconosciuto all’interno della comunità dell’intelligence statunitense. Funzionari dell’intelligence americana avevano dichiarato al New Yorker che, quando avevano chiesto agli israeliani perché si trovavano nella regione curda, questi ultimi gli avevano risposto: “perché dovremmo esserci”. Non convinti da questa risposta, i funzionari della CIA pensarono all’epoca di svelare la questione dell’assistenza israeliana ai curdi. Questo è ciò che il New Yorker scrisse nel 2004, aggiungendo che oltre alle voci relative all’addestramento israeliano dei commandos curdi, le relazioni israelo-curde si erano intensificate considerevolmente a partire dal 2003. Nel luglio 2003, il governo israeliano aveva revocato l’embargo contro l’Iraq, permettendo gli scambi tra i due popoli. Ma sembra che questa decisione fosse dettata dall’obiettivo di esportare materiale bellico israeliano ai curdi.

Gli ebrei si sentono minacciati dagli arabi e dall’Iran, e i curdi non sono né arabi né persiani. Quindi, se Israele sostiene le rivendicazioni indipendentiste dei curdi, avrà un alleato naturale, oltre che un’efficace torre di guardia per vedere cosa sta succedendo in Iran, Siria e Iraq. Inutile dire che tale cooperazione susciterà le ire di tutti e tre questi stati, oltre che quelle della Turchia, e che saranno i curdi stessi a soffrire maggiormente per questo contraccolpo.

Di recente, è stato riferito che commandos curdi addestrati dagli israeliani avrebbero guidato agenti israeliani attraverso il confine Iran-Iraq, negli ultimi anni, per installare dispositivi di rilevamento allo scopo di monitorare sospetti impianti nucleari iraniani.

Recentemente, un leader di Hamas, Mahmoud al-Mabhouh, è stato assassinato a Dubai da presunti agenti israeliani. Hamas ha seri motivi per sospettare il coinvolgimento di agenti israeliani che operano dal Kurdistan iracheno. I funzionari curdi iracheni e le loro controparti israeliane non hanno spiccicato una sola parola, ma circolano voci secondo cui Israele starebbe addestrando commandos curdi anti-terrorismo. In cambio del loro addestramento, gli israeliani si aspettano che i commandos curdi raccoglieranno informazioni di intelligence sull’Iran e sulla Siria per conto di Israele. Si ritiene che i curdi monitorino gli impianti nucleari iraniani.

Queste voci, è inutile dirlo, sono ascoltate anche dagli ambienti dell’intelligence turca. Potrebbe essere che di recente queste informazioni abbiano seriamente contribuito alla freddezza della Turchia nei confronti di Israele, spingendo Ankara a distanziarsi dallo stato ebraico? Ciò potrebbe essere avvenuto soprattutto nel momento in cui i turchi hanno sentito dire che gli israeliani stavano dicendo ai curdi – o condividendo con loro l’affermazione – che “i curdi, il cui Paese è attualmente occupato dall’Iraq, dalla Turchia, dall’Iran e dalla Siria, sono aiutati da Israele nella loro lotta per l’indipendenza, così come lo furono molti anni fa”.

Dogu Ergil – Traduzione a cura di Medarabnews.com