La nube di cenere islandese vola sulla Toscana. Aeroporti chiusi anche domani?

    La nube di cenere sprigionata dal vulcano islandese continua a impedire il regolare funzionamento dei trasporti aerei: anche stamane il 70% dei voli è stato cancellato, specie per quel che riguarda l’ Europa centrosettentrionale. La nube si è diradata in particolare sul Mediterraneo e sulla Scandinavia, consentendo la ripresa dei voli in Spagna, Portogallo, sud della Francia, parte dell’Italia (dove i voli al nord sono stati però sospesi dopo appena due ore di apertura) e Slovenia, e poi ancora Norvegia, parti della Svezia e della Finlandia, Polonia e Bielorussia. Restano bloccati invece i collegamenti aerei in Gran Bretagna, Olanda, Germania, Francia e Belgio. In Borsa i titoli delle maggiori compagnie aeree hanno subito un crollo superiore al 5% e quest’ oggi i ministri dei trasporti si riuniranno in video conferenza per stabilire i provvedimenti da adottare. Per far fronte all’emergenza, Bruxelles – ha riferito il commissario europeo alla concorrenza Joaquin Almunia – sta pensando di utilizzare gli stessi strumenti di aiuto alle compagnie aeree che vennero usati all’indomani dell’11 settembre 2001, dopo l’attentato alle Torri gemelle. Ma le polemiche sulle misure precauzionali finora adottate, considerate eccessive da molte compagnie aeree, non si placa. La Iata, in particolare, ha espresso la propria “insoddisfazione” sulla gestione della crisi causata dalle ceneri islandesi e ha reclamato una decisione fondata sui “fatti”: l’associazione ha chiesto ai governi l’apertura di “alcuni corridoi” per consentire la ripresa dei collegamenti principali, anche sulla base dei risultati di voli di prova effettuati da alcune compagnie che hanno attraversato la nuvola di cenere senza nessuna conseguenza.

    Ma cosa bisogna aspettarsi nei prossimi giorni?

    Il vulcano Eyjafjallajokull continua ad eruttare polveri e cenere nell’ atmosfera e sono poi le condizioni atmosferiche a dirottare la nube polverosa in una determinata direzione. E secondo alcune previsioni meteorologiche dovrebbe essere proprio l’ Italia ad essere investita dalle ceneri. “Il problema – spiega Andrea Giulacci , meteorologo di Epson Meteo- , è che tra domani e mercoledì è molto probabile che le correnti in quota incomincino a spingere le correnti, anziché verso levante, un pochino anche verso sud, quindi direttamente verso il Mediterraneo centrale e quindi proprio verso l’Italia. Questo perché domani verrà a crearsi una situazione per cui sull’Atlantico settentrionale e sulla Gran Bretagna si posizionerà l’alta pressione, sulla penisola scandinava una bassa pressione e, tra le due, si formerà un corridoio di correnti settentrionali, che da nord spingeranno verso sud. Quindi si creerà una sorta di ingranaggio: da una parte l’alta pressione, dall’altra la bassa pressione, che entrambe spingono le correnti, proprio quelle che arrivano dalle regioni intorno all’Islanda, verso sud, fin verso il Mediterraneo centrale. Quindi tra domani e mercoledì da noi potrebbero arrivare quantità maggiori di polveri rispetto a quello che abbiamo visto fino ad ora”.

    Il presidente dell’ Enac, Vito Riggio, ha annunciato che dalle 9.00 di questa mattina i cieli del Nord Italia tornano a essere chiusi, dopo la momentanea riapertura durata appena qualche ora (dalle 7:00 alle 9:00). Parlando a Rtl, Riggio ha spiegato: “Purtroppo gli ultimi due bollettini meteo hanno ribaltato le buone notizie di ieri sera, costringendoci a ordinare la chiusura immediata dei cieli del nord del nostro Paese dalle 9.00”. E se le previsioni non subiranno miglioramenti, molto probabilmente anche domani gli scali del Nord Italia resteranno chiusi. Dai primi dati modellistici la nube è presente già da oggi nei cieli italiani con un picco previsto su tutta la penisola, e fino alla Grecia, tra martedì notte e la mattina mercoledì. “Uno strato è stato già individuato tra i 1.700 e i 3.400 metri di quota sulla Toscana”, ha riferito Gelsomina Pappalardo, dell’Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale del Cnr di Tito Scalo (Potenza).

    Le colonne di ceneri del vulcano si sono dimezzate rispetto ai giorni scorsi e non raggiungono oltre i 3mila metri di altezza, ma il fenomeno naturale è ancora lontano dallo spegnersi: il vulcano ha mandato oggi nuovi segnali di attività con forti tremori e, al di là della diminuzione del fumo, la guardia costiera e gli scienziati islandesi si apprestano a volare sopra all’imboccatura per verificare se la lava sia in ebollizione, un segnale che la natura dell’eruzione sta cambiando. «La lava sarebbe una buona cosa, perché smetteremmo di avere tutta questa cenere», ha detto Hjorleifur Sveinbjornsson, un geologo dell’ufficio meteorologico islandese. C’è però il rischio che le rocce fuse possano creare nuovi alvei per le acque che scendono nel cratere, causando altre esplosioni e un più alto tasso di ceneri nei giorni a venire.

    Luigi Ciamburro