“La Pupa e il Secchione” riprende come e meglio di prima

La riedizione de “La Pupa e il Secchione” riparte dopo la precedente del 2006: le “Pupe” scendono le scale come se fossero delle star di Holliwood, mettendo in mostra quello che madre naturaper alcune meno natura e più bisturi, ha loro donato per poi scegliere, comodamente sedute su un divano, il secchione con cui “accoppiarsi”.

La prima serata del programma ha mostrato un avanzamento sociale degli “occhialuti” concorrenti che, salvo qualche raro caso, non sono sembrati così “sentimentalmente analfabeti” come li ha definiti la conduttrice Paola Barale. Certamente non fisicamente dotati, ma non così timidi e sperduti come nella prima edizione. Diverso il discorso delle superformose concorrenti che anche quest’anno hanno dimostrato un’ignoranza che sembra incredibile.

L’attesa era tutta per il “Zucca quiz“, test fotografico dove la pupa di turno seduta su una scrivania accavalla le gambe in attesa di poter riconoscere il personaggio famoso che le viene mostrato. Ed è così che Francesca, coniglietta di Playboy 2008, pensa che Giuseppe Garibaldi sia un pastore (per via della barba) e Alessandro Manzoni un pittore. Subito dopo tocca a Elena, Miss Ciclismo 2008) che dopo aver dato del monaco a Gianni Alemanno, si esibisce in una serie di perle non commentabili «E’ il sindaco di Gesù! No, no… è il sindaco della Fiat».

Mentre il secchione di turno osserva quasi schifato l’ignoranza delle Pupe, continuano le performance delle concorrenti. Per Ludovica (Miss Cinema 2005) Gianni Letta è dottor House e Galileo Galilei è Babbo Natale, Maria Teresa ha anche una possibilità di fare bella figura: il suo scambiare Fausto Bertinotti con Federico Moccia porta Platinette a pensare che abbia letto un libro, ma lei subito smentisce: «Ho visto solo il film». Irrecuperabile.

Flo, aspirante showgirl, ritiene che Pertini sia Onassis, mentre Pasqualina (Miss Lavoro per nello spettacolo 2008) viene una vera tragedia per Fassino: «E’ uno che è uscito dal manicomio?» e dopo gli estenuanti suggeriementi di Enrico Papi se ne esce con «Faggiolino?».

Ma la palma d’oro della serata dovrebbe essere assegnata a Monica, ossigenata starlette della riviera romagnola, che sembra trovare in Giorgio Napolitano un ostacolo quasi insommortabile: «E’ il presidente di tutti noi? Allora è il presidente del mondo! Come si chiama? Napolill, Napolillo!». Ma come se non bastasse anche sul ministor Maroni la situazione non migliora: «Sembra tuo fratello (rivolta a Papi n.d.r), vi assomigliate» e quando il conduttore cerca di farle dire la carica ricoperta suggerendole che «lavora da dentro… int… int» lei spiazza tutti con un plateale «E’ un’internato!».

Superata la fase dell’ignoranza femminile, i secchioni vengono sottoposti prima a test fisici dai quali ne escono con gravissime insufficienze (Cavazzoni, probabilmente il più “nerd” del gruppo si sente dire dal medico «Con questa pressione sanguinea mi stupisce che lei sia ancora vivo»).

A giudicare il tutto una giuria che dovrebbe almeno in parte rappresentare le due categorie: Alba Parietti e Angela Sozio per le pupe, Claudio Sabello Fioretti e Vittorio Sgarbi per i secchioni. L’ultimo componente della giuria è Platinette che, sebbene sia di difficile collocazione, ha subito mostrato le unghie nei confronti di una concorrente facendo scorrere le prime lacrime.
Elena cade vittima dei suoi commenti sull’alimentazione: «Cerchi di alimentarsi un po’ di più – commenta Platinette – perchè la sua gamba grida vendetta». Interviene la Parietti a difendere la concorrente: «Io alla sua età ero magra così, ma mangiavo», ma la cotonata dj insiste: «Allora avvaliamo l’anoressia». I toni si scaldano anche con la concorrente che si lascia andare, inconsapevole del microfono ancora aperto, in un plateale «Vaff*».

Ora le coppiette verranno ospitate in una villa a Tivoli dove la missione delle pupe sarà quella di trasformare i secchioni in giovanotti più attenti alla moda, alla cura del corpo e disinibiti nell’approccio con il gentil sesso, mentre quella dei cervelloni di far interessare le bellissime ad attività intellettualmente e culturalmente più impegnative dello shopping, dei massaggi e delle discoteche.

Fonte: La Stampa