Roma, Shepard Fairey: Obey to music

È forse una delle realtà più underground del momento, venuta alla ribalta nel 2008 con il poster blu-bianco-rosso di Barack Obama, che portava la scritta “Hope e Progress”, presto immagine cult della campagna presidenziale dell’attuale Presidente americano. Lo splendido spazio romano Room 26, in collaborazione con la Don Gallery e Matteo Donini, presenta 12 serigrafie, a edizioni limitate, di Shepard Fairey. La mostra, intitolata “Obey to Music“, a cura di Giuseppe Stagnitta e Jiulie Kogler è stata inaugurata con un dj set d’eccezione ad opera di Dagospia. Fairey, artista-grafico-illustratore, originario di Charleston, South Carolina, ha conquistato con i suoi sticker le vette delle istituzioni museali, che lo stanno inserendo nelle loro collezioni: il museo di Boston gli ha dedicato una mostra monografica per celebrare il concetto “icona”, mentre il Macro Future di Roma ha presentato l’artista in occasione delle mostra collettiva “Apocalypse Wow!”. Vent’anni di attivismo urbano, dalla comparsa del primo sticker, “Andre the Giant has a posse”, nel 1989  fino all’introduzione della scritta “Obey”, tratta dal film “They Live”, diretto da John Carpenter.  Dal mito del “radiant baby”, Keith Haring, la street art si evolve: il messaggio iconografico, diffuso sui muri della città, diviene una vera e propria campagna “Obey Giant” che induce a riflettere  sul significato di “spazio pubblico”, propaganda e controllo, come sottolinea la nota di accompagnamento alla mostra. Il percorso espositivo rende omaggio a una serie di simboli del paesaggio storico-culturale attuale: dalle icone rivoluzionarie “Black panther” al subcomandante Marcos fino alle etichette discografiche underground passando per alcuni grandi personnaggi del palcoscenico musicale statunitense come il manifesto dedicato a “Dj Shadow”.

Carlotta Degl’Innocenti

Shepard Fairey
 20 aprile – 10 maggio 2010
Room26,
piazza Guglielmo Marconi, 31
Roma
Sito internet: room26
Tel. +390654649512