Iraq, il turismo ricomincia da Nassiriya

Riportare i turisti – occidentali – nella terra dei due fiumi, l’antica Mesopotamia, culla della civiltà. Dopo gli esperimenti di un avventuroso tour operator inglese, rivolti a viaggiatori altrettanto avventurosi, adesso ci provano i francesi. Terre Entière, agenzia specializzata in viaggi culturali e religiosi, ha aperto un ufficio in Iraq, nel sud – ritenuto ora sufficientemente tranquillo per portarci compatrioti e non ad ammirarne i tesori archeologici.

Da Nassiriya, il suo direttore, Hubert Debbash, annuncia che il primo viaggio è previsto dal 6 al 14 giugno: “Da allora in poi, lo faremo regolarmente, ogni tre settimane, a partire da settembre”, aggiunge. Il costo? Sono 2.500 euro per nove giorni, nella regione attorno alla capitale della provincia di Dhi Qar (dove si trova, fra gli altri, la famosa ziggurat di Ur). I viaggiatori voleranno in Kuwait, e da lì attraverseranno il confine con l’Iraq, andando verso nord, per raggiungere Nassiriya, che dista circa 370 km da Baghdad – a sud. La strada che la collega alla capitale irachena non è considerata ancora sicura. Quella aperta a Nassiriya da Terre Entière è un’agenzia locale – la Babel Tours – che ieri è stata presentata in un hotel cittadino. Nell’occasione, Debbash ha detto che la speranza è di avere 100 viaggiatori quest’anno. Ad accompagnare i turisti – in gruppi di 20 – sarà un archeologo, che li porterà a Ur dei Caldei, secondo la Bibbia il luogo in cui nacque Abramo, e una delle culle della civiltà – già fra i grandi centri urbani in epoca sumera, che mantenne la sua importanza fino alla conquista da parte di Alessandro Magno nel IV secolo a.C. La celebre ziggurat risale al III secolo a.C., ed era parte di un complesso di templi che costituiva il centro amministrativo della capitale sumera. Non è il solo sito che attende i futuri turisti, che potranno vedere anche Babilonia, e la caratteristica regione delle paludi: un ecosistema unico al mondo, per decenni rimasto off limits ai visitatori (era un centro della guerriglia contro il regime di Saddam Hussein). “Volevamo organizzare dei tour in questa zona, dopo tanti anni di guerra in Iraq, dove ha avuto inizio la civiltà”, ha detto il direttore di Terre Entière, affiancato, per l’occasione, dall’ambasciatore francese a Baghdad, Boris Boillon, con la famiglia. Ora non resta che vedere se avrà successo.

Ornella Sangiovanni – Osservatorioiraq.it