Lavoratori extracomunitari stagionali: via libera al Dpcm del 1° aprile 2010

Novità in vista in materia di immigrazione in Italia.

Secondo una nota ministeriale, è stata infatti “pubblicata la circolare n. 14 del 19 aprile 2010 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la quale si comunica la firma del decreto del Presidente Consiglio dei Ministri del 1° aprile 2010, concernente la programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori extracomunitari stagionali e di altre categorie nel territorio dello Stato per l’anno 2010“.

Nello specifico, il decreto consente l’ingresso in Italia di 80mila lavoratori non comunitari residenti all’estero, per motivi di lavoro subordinato stagionale e l’ingresso di 4mila cittadini non comunitari per lavoro autonomo.

È previsto, inoltre, l’ingresso di 2mila cittadini non comunitari che abbiano completato programmi di istruzione e formazione nel Paese di origine ai sensi dell’articolo 23 del Testo Unico sull’immigrazione.

“La presentazione delle richieste di nulla osta al lavoro stagionale – prosegue la nota – potrà avvenire esclusivamente con modalità informatiche utilizzando il sistema accessibile dal sito internet del Ministero dell’Interno“.

Parte infatti oggi, 21 aprile, sino alle 24.00 del 31 dicembre 2010, la possibilità per i datori di lavoro di presentare le domande utilizzando un apposito programma disponibile on-line.

La quota massima di ingressi pari ad 80mila unità, da ripartire tra le regioni e le province autonome con provvedimento del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, riguarda: i lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Serbia, Montenegro, Bosnia Erzegovina, ex Iugoslava di Macedonia, Kosovo, Croazia, India, Ghana, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka e Ucraina; i lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Tunisia, Albania, Marocco, Mòldavia ed Egitto; i cittadini stranieri non comunitari titolari di permesso di soggiorno per Lavoro subordinato stagionale negli anni 2007, 2008, 2009.

L’ingresso ai lavoratori extracomunitari non stagionali per motivi di lavoro autonomo, pari a 4mila unità, è legato alle categorie di imprenditori che svolgono attività di interesse per l’economia italiana; liberi professionisti; soci e amministratori di società non cooperative; artisti di chiara fama internazionale e di alta qualificazione professionale ingaggiati da enti pubblici e privati; artigiani provenienti da Paesi extracomunitari che contribuiscono finanziariamente agli investimenti effettuati dai propri cittadini sul territorio nazionale.

Inoltre, si legge nella nota del Viminale, “nell’ambito di detta quota, sono ammesse, sino ad un massimo di 1.500 unità, le conversioni di permessi di soggiorno per motivi di studio e formazione professionale in permessi di soggiorno per lavoro autonomo ed è anche consentito l’ingresso in Italia, per motivi di lavoro autonomo, di 1.000 cittadini libici”.

(s.d.f.)