La nuova sonda della Nasa rilascia incredibili immagini del Sole

    Il Solar Dynamics Observatory della NASA ha appena rilasciato una serie di immagini che hanno dell’incredibile. Benchè non siano per nulla nuove le eruzioni di gas ionizzato del Sole, la sonda della NASA ha il merito di mostrarle in tutta la loro bellezza e maestosità, con un occhio unico ed un livello di dettaglio mai visto in precedenza.

    Il Solar Dynamics Observatory è stato lanciato l’11 Febbraio 2010 con lo scopo di scattare immagini ultra definite del Sole. Ma al contrario delle sonde precedenti, la cui alta risoluzione fotografica costringeva a scattare fotografie di porzioni della nostra stella, l’osservatorio può riprendere per intero il disco solare, dando una panoramica d’insieme dell’astro.

    “E’ la visuale più completa del Sole” dice Madhulika Guhathakurta, addetto al programma della missione. “Quando si vede il Sole per intero, mostra connessioni che non abbiamo mai visto prima”.

    “Queste immagini iniziali mostrano un Sole dinamico come non l’ho mai visto in più di 40 anni di ricerca” sostiene Richard Fisher, direttore della Heliophysics Division ai NASA Headquarters di Washington. “SDO cambierà la nostra comprensione del Sole e dei suoi meccanismi, che hanno effetto sulle nostre vite e sulla società. Questa missione ha un enorme impatto per la scienza, come l’ha avuto Hubble per la moderna astrofisica”.

    Questo straordinario livello di dettaglio è possibile anche grazie ad una delle strumentazioni a bordo della sonda, l’ Atmospheric Imaging Assemply, che utilizzza ben 4 telescopi per studiare la superficie e l’atmosfera del Sole.

    L’ Atmospheric Imaging Assemply può studiare il Sole secondo differenti lunghezze d’onda, che corrispondono a temperature che vanno dagli 80.000 ai 10 milioni di gradi. “Come le onde si propagano lungo il Sole, si possono vedere i colori cambiare, il che mostra quanto rapidamente il gas venga scaldato. Partendo da questo, possiamo iniziare a decifrare per la prima volta come questa energia viene rilasciata fuori dall’atmosfera, e…che impatto può avere su di noi” sostiene Alan Title, addetto del Lockheed Martin Solar and Astrophysics Laboratory.

    Un altro strumento invece, l’ Helioseismic and Magnetic Imager, si occupa di registrare ed analizzare le regioni col più intenso campo magnetico, zone in cui generalmente si registrano le “solar flare”, esplosioni che si verificano nell’atmosfera solare.

    Nel caso della solar flare visibile nel video, materia ad altissime temperature è stata espulsa fuori dall’atmosfera solare, generando quello che viene definito “coronal mass ejection”, un fenomeno che se si verifica in allineamento con la Terra può mettere in pericolo astronauti, satelliti e griglie energetiche.

    Questa CME non è stata pericolosa per la Terra, ma ha espulso un’enorme quantità di materia verso il nostro pianeta. “Quello che è stato espulso in questo evento ha la massa di tutta l’acqua del fiume Mississipi, e ad una velocità di circa un milione di miglia all’ora…in 30 secondi” dice Title.

    SDO invierà ogni giorno circa 1,5 terabytes di dati al centro di controllo sulla Terra, fornendo informazioni preziosissime e nuove per comprendere le dinamiche solari nell’arco dei cinque anni di durata della missione.

    Daniele Bagnoli