Roma-Inter, quando la finale diventa un classico

Sarà RomaInter, ancora una volta. Questa sfida è ormai diventata un classico, che per i tifosi dei giallorossi ha sostituito la sfida contro la Juventus tanto sentita negli anni 80-90. Questo discorso vale sia per il campionato che per la Coppa nazionale, visto che negli ultimi anni nerazzurri e romani si sono divisi i titoli, con Totti e compagni a vincere ogni tanto in Coppa e Zanetti ad alzare regolarmente il Tricolore. Stavolta la novità è che i ragazzi di Ranieri arrivano in finale da primi in classifica e molti tifosi romanisti si augurano che ci si scambi i ruoli, con Mourinho trionfatore in Coppa Italia (e perchè no in Champions League) e la società della Sensi che si cucirebbe sulla maglia il quarto scudetto. Ma poi ci si ferma e si riflette su cosa sia una grande squadra: la risposta è una formazione fagocitatrice di titoli. Ne va da sè che entrambe le formazioni giocheranno col coltello tra i denti, la Roma perchè acquisirebbe la decima Coppa Italia (che peraltro scucirebbe ai cugini laziali), quella della stella d’argento sulla maglia, l’Inter perchè non lascerà l’opportunità di dimostrare che lo scontro diretto perso è stato solo un caso. Per i giallorossi questa è la sedicesima finale, negli ultimi sei anni sarà il quinto match contro i nerazzurri di ManciniMourinho. L’allenatore di quella che sarà la padrona di casa della finalissima, ha dipinto così la sfida infinita tra la romana e la milanese: “C’è una squadra che spende un sacco di soldi e un’altra che sfrutta le idee: se la Roma è arrivata alla quinta finale contro l’Inter in sei anni, vuol dire che si può fare buon calcio anche in questa nostra maniera”. Quel che è certo è che il 5 maggio allo stadio Olimpico di Roma andrà in scena l’ennesimo scontro tra titani, a dimostrazione che la tanto bistrattata Coppa Italia in realtà è un trofeo che sta riacquisendo importanza.

Marco Proietti