25 Aprile, Napolitano celebra la Liberazione

Dopo il discorso tenuto ieri alla Scala di Milano, oggi il presidente della Repubblica ha reso omaggio al Milite Ignoto con una corona d’alloro all’Altare della Patria. Napolitano ha stabilito una profonda relazione tra Resistenza e Risorgimento, giudicando “sgangherate battute” le controversie sull’anniversario dell’unità d’Italia, che avverrà l’anno prossimo: “Il 25 aprile è non solo festa della Liberazione: è festa della riunificazione d’Italia. La Liberazione riunificò una lacerazione e oggi rappresenta la rinnovata identità e unità nazionale“, ha esordito Napolitano.

Il nostro Paese ha un debito inestinguibile verso quei tanti giovani che sacrificarono la vita per riscattare l’onore della patria”, ha affermato Napolitano. “Bisogna uscire da questa spirale di contrapposizioni indiscriminate, ma per farlo occore un grande sforzo collettivo“. Per creare questo “nuovo clima” un passo importante è sicuramente il sentimento comune dell’identità e dell’unità nazionale. “Le condizioni sono ormai mature per sbarazzare il campo dalle divisioni e incomprensioni a lungo protrattesi sulla scelta e sul valore della Resistenza”, ha poi concluso Napolitano, “per ritrovarci in una comune consapevolezza storica della sua eredita’ piu’ condivisa e duratura. Vedo in cio’ una premessa importante di quel libero, lungimirante confronto e di quello sforzo di raccoglimento unitario di cui ha bisogno oggi il Paese, di cui ha bisogno oggi l’Italia“.

Alla celebrazione, assieme al capo dello Stato, erano presenti in rappresentanza del Senato la vicepresidente Rosi Mauro, il presidente della Camera Gianfranco Fini, il ministro della Difesa Ignazio La Russa e il presidente della Corte costituzionale, Francesco Amirante.

Silvia Pino