Messico, impossibile vincere la guerra alla droga. Parola di Bill Clinton

E’ quasi impossibile avere la meglio sui narcos’. Lo ha detto ieri l’ex presidente Usa, Bill Clinton, che, venerdi’, aveva invece avvertito, che, a suo avviso, ‘stiamo perdendo la guerra perche’ i delinquenti hanno armi migliori’.

Le dichiarazioni dell’ex presidente Usa sono giunte nel corso di due conferenze, venerdi’ ad Acapulco davanti a banchieri ed ieri nell’Universita’ di Citta’ del Messico davanti a studenti e diplomatici. Nel corso di entrambe ha anche sottolineato: ‘Siamo di fronte ad una situazione da pazzi, poiche’, per sfuggire alla violenza, sono sempre piu’ numerosi i messicani che cercano di rifugiarsi negli Stati Uniti’.

Secondo Clinton, per cercare di arginare tale stato di cose e’ necessario ‘un piano integrale, che non sia solo militare e vada al di la’ degli aiuti al Messico perche’ si difenda da solo’.

Intanto, anche ieri e’ stata una ennesima giornata di scontri ed imboscate. Nei pressi di Ciudad Juarez, un convoglio di quattro veicoli con a bordo killer armati del narcotraffico e’ stato bloccato dai soldati che hanno sparato e ucciso cinque persone. Nello Stato di Michoacan, un commando ha teso un’imboscata all’auto della sottosegretaria alla sicurezza locale, uccidendo due guardie del corpo, due civili e ferendo la donna. Ad Acapulco, invece, sono stati ritrovati tre cadaveri fatti a pezzi, con un messaggio diretto ad una banda di narcos locali.

RACKET E SEQUESTRI: BOOM PER IL MERCATO DELLA SICUREZZA – Cresce in Messico il “mercato” della sicurezza pubblica e privata. E il ‘merito’ è tutto dei narcos, che moltiplicando traffici di droga, rapimenti e racket hanno incrementato l’esigenza di una maggiore protezione. Secondo Mario Arroyo, portavoce dell’Expo Seguridad, la piú grande fiera del settore, il giro d’affari annuale è stimato fra i 3,5 e i 5 miliardi di dollari e in oltre un milione di lavoratori.

“Nonostante la crisi economica internazionale, la fiera in Messico ha fatto registrare un incremento del 20% in termini di ospiti, espositori e superficie”, ha confermato Arroyo.

L’insicurezza nel paese ne ha “tristemente” fatto uno dei migliori mercati per le multinazionali dell’industria della sicurezza: “in Messico, le aziende dedicano ora il 12% del loro bilancio alla sicurezza, contro il 3-4% di dieci anni fa, e il 2% a livello mondiale”, ha precisato.

Arroyo ha spiegato che su circa un milione di lavoratori del settore, 600.000 sono effettivi di esercito e forze di polizia, altri 500.000 sono dipendenti del settore privato. Piú di 400 sono le aziende specializzate.

In Messico, la guerra tra i cartelli della droga hanno fatto quasi 23.000 morti negli ultimi tre anni. Dal suo arrivo alla presidenza, nel dicembre 2006, il presidente Felipe Calderon ha fatto della lotta contro i narcos una priorità nazionale.

L’organizzazione civile ‘Mexico Unido contra la Delincuencia’ ha registrato nel 2009 oltre 1,6 milioni di crimini e delitti nel paese, di cui il 40,87% furti e rapine.

Sergio Ramirez, rappresentante di Mobile Finder, un’impresa di localizzazione satellitare che ha sede a Hong Kong, ha confermato che la sua azienda puó contare su oltre il 20% di clienti privati. “Siamo in Messico da sette mesi e serviamo il mercato del trasporto merci e beni, ma i nostri clienti comperano anche le nostre attrezzature per le loro automobili, la loro famiglia.

Vogliono sapere dove i figli escono la sera, dove se ne va la nonna che perde la memoria, ma forse temono anche un rapimento”, ha spiegato.

BLOG NARCOS RACCONTA ORRORI E MOSTRA ESECUZIONI (di Roberto Cattani, Ansa) – Anche i narcos messicani hanno il loro blog, che racconta in dettaglio le nefandezze e gli orrori commessi e mostra interrogatori e esecuzioni dei ‘nemici’ catturati nella guerra tra cartelli.

‘El Blog del Narco’ esordisce con un’avvertenza quasi comica: avverte che non riceve soldi ne’ dai trafficanti ne’ dallo Stato, e chiede quindi ai suoi ‘utenti’ un contributo per poter continuare ad offrire i suoi servizi. I ‘servizi’ vanno dalla descrizione dettagliata dell’operazione di guerra che ha portato alla cattura di Jose’ Gerardo Alvarez Vazquez, detto ‘El Indio’, tre giorni fa, da parte dell’esercito messicano, alla lista di tutti i ricercati negli Stati Uniti che fanno parte dei cartelli narco (tra i quali figura un’unica donna, Guadalupe Pitalua Yepis).

Un video shock mostra il ‘processo’ del Cartello del Golfo ad alcuni sicari della cosca degli Zetas, simile ai video trasmessi dalla resistenza irachena quando cattura un occidentale: i prigionieri con l’aria emaciata in primo piano, e dietro tre ‘guardie’ incappucciate in piedi, con i fucili pronti. In questo caso i tre sicari interrogati ammettono di aver trucidato ‘molte, tante’ famiglie dei nemici: ‘Le uccidiamo e le bruciamo. Gli uomini li ammazziamo con una mazza, le donne le stupriamo, e poi bruciamo tutti, compresi i bambini’. In un altro video ceduto dal Cartello del Golfo, il prigioniero Z43, altro membro degli Zetas catturato, confessa le sue funzioni nella cosca e racconta i dettagli di un’imboscata tesa ad un capetto del cartello nemico: di come l’uomo ha avuto le membra mozzate e poi e’ stato bruciato vivo nel furgone in cui si trovava. Il video finisce con l’esecuzione al vivo dell’uomo bendato, con l’avvertenza ironica in sottotitolo che la versione diffusa su YouTube non ne mostra la morte, perche’ ‘quei maricones altrimenti ce lo censurano’. Uno dei testi celebra le gesta di Armando Valencia Cornelio, detto ‘El Maradona’, che da dieci anni guida il cartello detto ‘del Milenio’ e del suo socio Carlos Guillen Rosales, detto ‘El Tisico’, morto appunto di tisi tre anni fa, ‘dopo aver lasciato un’impronta indelebile, che lascera’ il segno nel futuro della criminalita’ organizzata in Messico’.

Non mancano neppure le denunce contro le autorita’ e le Forze armate: una serie di foto mostra un narco che viene portato via con un elicottero della polizia, e poi il cadavere della stessa persona, con gli stessi indumenti, abbandonato in un luogo selvaggio con segni evidenti di torture.

I testi estremamente dettagliati che descrivono le vicende dei cartelli, con successi e sconfitte, alleanze, promozioni, tradimenti, accordi, corruzione e estradizioni, sono scritti da personaggi evidentemente molto addentro al mondo del narcotraffico messicano.

Aduc