La statura della madre incide sulla longevità dei figli

L’altezza minore della madre è associata ad un tasso di crescita ridotto e ad un tasso di mortalità più elevato per i suoi figli, stando ai dati raccolti in 54 Paesi a basso e medio reddito da un recente studio pubblicato nel numero del 21 aprile del Journal of the American Medical Association.

I ricercatori sostengono che l’associazione suggerisce la presenza di una trasmissione intergenerazionale legata alla nutrizione materna, alle malattie, e alle circostanze socio-economiche che la madre ha vissuto durante la sua infanzia, che avrebbero un riflesso per la salute dei suoi figli e sul tasso di mortalità dei neonati e dei bambini.

Gli scienziati hanno studiato i potenziali effetti a lungo termine della statura materna sulla mortalità precoce, il sottopeso, l’arresto della crescita, e le morti durante l’infanzia. Lo studio ha incluso una meta-analisi di 109 indagini demografiche e sanitarie in 54 Paesi a basso e medio reddito, condotte tra il 1991 ed il 2008.

La popolazione coinvolta nello studio consisteva di un campione rappresentativo a livello nazionale di bambini tra 0 ed i 59 mesi di età, nati da madri di età compresa tra i 15 ed i 49 anni. Degli oltre 2,6 milioni di bambini presi in esame, l’11,7 per cento è morto prima di raggiungere i 5 anni d’età. La prevalenza di mortalità infantile varia dal 24,7 per cento in Niger, al 3,3 per cento in Giordania.

Un aumento di soli 0,4 pollici (un centimetro) in altezza della madre è stato associato ad un ridotto rischio di mortalità infantile, di sottopeso, di arresto della crescita, e di atrofia. Rispetto ai figli di madri più alte, quelli nati da donne di altezza inferiore risultavano notevolmente più a rischio, fino al 40 per cento in più. Il fattore altezza contava molto più dell’istruzione e del tasso di ricchezza nell’abbassare il rischio di malattie e morte infantile.

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