Mafia, cemento impoverito, arrestati boss e manager Calcestruzzi

“Le inchieste in corso stanno dimostrando come la mafia abbia il controllo quasi monopolistico del cemento depotenziato e come il fenomeno interessi l’intero Paese”. Sebastiano Venneri, vice presidente di Legambiente, commenta così la notizia di arresti e sequestri odierni, su richiesta della Dda di Caltanissetta, nell’ambito dell’operazione denominata “Doppio colpo”, che ha interessato Sicilia, Lombardia, Lazio e Abruzzo.

“Sul calcestruzzo scadente, utilizzato principalmente in opere pubbliche, i magistrati si sono imbattuti più e più volte – prosegue Venneri – e le tante inchieste giudiziarie in corso potrebbero confermare rischi imminenti. C’è la perizia tecnica sulla linea ferroviaria Lamezia-Catanzaro inaugurata a giugno 2008, c’è la voragine sul tratto appena rifatto della Salerno-Reggio Calabria, ci sono la scuola Euclide di Bova Marina e quella in via Coniugi Crigna a Tropea e, forse, anche la casa dello studente dell’Aquila, il cui crollo durante il terremoto ha posto più di un interrogativo sulla consistenza della struttura”.

Tante storie raccolte e monitorate nei rapporti Ecomafia di Legambiente e al centro del recente dossier Cemento depotenziato, come quella appunto dell’inchiesta della procura di Caltanissetta nei confronti della Calcestruzzi Spa, controllata dal gruppo Italcementi, leader in Italia del mercato del calcestruzzo. Una lunga e complicata indagine nei confronti di un colosso industriale che ha disseminato la Sicilia e l’Italia di cantieri e sulla quale i magistrati nisseni hanno contestato una lunga lista di capi di imputazione, tra cui quella per la scarsa qualità del calcestruzzo fornito nei relativi contratti di fornitura. Il meccanismo siciliano della Calcestruzzi Spa, ipotizzato dagli investigatori, sarebbe stato semplice: una doppia ricetta per confezionare il calcestruzzo, una legale per i controlli e una “allungata” per realizzare decine di opere pubbliche nell’isola.

“E’ necessario – conclude Venneri – in tutto il Paese un attento monitoraggio delle opere pubbliche, a partire da ospedali e scuole. Da tempo, abbiamo rivolto questa richiesta al ministro delle Infrastrutture”.

Alice Scialoja – Legambiente