Autovelox dallo Spazio. Gran Bretagna: in fase di test gli autovelox satellitari.

La tecnologia ha fatto fare passi da gigante all’uomo migliorandogli non di poco lo stile di vita e risolvendogli parecchi problemi che in passato sembravano insormontabili. Numerose invenzioni scientifiche hanno aumentato il livello di benessere generale e soprattutto della sicurezza, come ad esempio l’occhio del Grande Fratello. Ormai in quasi ogni angolo della città è presente una telecamera, un obiettivo che ci spia, che segue dall’alto tutti i nostri movimenti. All’entrata delle banche, nei supermercati, agli incroci delle strade più trafficate, sopra i semafori, a sorvegliare i nostri monumenti, nelle metropolitane, ecc.

Tutti noi siamo costantemente videosorvegliati, il “Grande Fratello” è lì a vegliare su di noi a garanzia della nostra sicurezza ma al contempo stesso privandoci in maniera pressocchè totale della privacy. In molti però, me compreso, sono ben felici di sacrificare la propria privacy per avere in cambio maggiore sicurezza. Derivazione del Grande Fratello è anche il temutissimo autovelox che usa la stessa tecnologia ma ha una funzione più punitiva.

Alzi la mano chi non ha avuto problemi con questo “aggeggio infernale” ? Da quando è stato posto nelle strade è diventato lo “spauracchio” di tutti gli automobilisti. Chi non è stato “battezzato” almeno una volta da un autovelox? Penso che un po’ tutti si siano visti recapitare a casa una foto ricordo con la targa in evidenza del proprio autoveicolo, “gentile cadeau” del nostro amico tecnologico.

Per provare a gabbare l’occhio più veloce del West, gli automobilisti, soprattutto quelli italiani, le hanno inventate proprio tutte! C’è chi metteva uno o più cd sopra la cappelliera del tergilunotto posteriore orientato verso il vetro e in alto, questo perché si pensava che il riflesso avrebbe mandato in tilt l’autovelox. C’è invece chi, per farla più breve, sporcava artatamente la targa o alcune cifre della stessa. Alcuni automobilisti nei pressi della “macchinetta”sorpassavano facendo in modo e maniera di affiancarsi all’auto che si aveva davanti, meglio se un camion, per farsi impallare, nascondere dall’altra sagoma e impedire all’obiettivo di farsi prendere “in castagna”.

C’è stata perfino gente che giurava di aver sentito dire da un altro che l’aveva fatto perché l’aveva letto da qualche parte, che se si passava davanti un autovelox in retromarcia durante l’allineamento perfetto di Marte, Giove e Plutone col Solstizio d’estate recitando una nenia in aramaico antico, forse c’era lo 0,001%  di possibilità che non si prendesse la multa!!

C’è chi, dopo la centesima contravvenzione, ha deciso nel cuore della notte di sfogare tutta la sua ira sul malcapitato apparecchio, riducendolo in un ammasso di ferraglia. Ma adesso automobilisti di ogni sesso ed età mettetevi il cuore in pace! E’ ormai in fase di lancio l’ultimo ritrovato in termini di autovelox, la versione più implacabile, l’autovelox satellitare.

L’idea viene dalla Gran Bretagna dove si sta già sperimentando con successo l’autovelox “spaziale”. Ebbene si, gli obiettivi delle forze dell’ordine, per adesso solo di Sua Maestà, andranno pure in orbita a bordo dei satelliti.

Il nostro “nuovo amico” si chiama Speed Spike ed è estremamente sofisticato, sarà in grado di calcolare la velocità media sostenuta da qualsiasi veicolo e leggerne la targa con margine d’errore pari allo zero! Questi nuovi dispositivi avranno quindi sia la funzione dei nostri tutor (calcolando la velocità media), ma saranno capaci anche di monitorare un intero viaggio, pure se percorso su strade diverse, come ad esempio su una combinazione autostrada-statale-provinciale.

C’è già chi ha domandato: “ma se ci sono condizioni meteo avverse? Se ci sono nuvole che ricoprono tutto il cielo?”. La risposta dei tecnici inglesi è stata inesorabile, lo Speed Spike è in grado di vedere sempre in qualsiasi condizione atmosferica: neve, nebbia, ecc.

Naturalmente gli ideatori di questo autovelox ultra-efficiente hanno dichiarato che la ratio di tale invenzione è quella di ridurre drasticamente gli incidenti stradali e le velocità sostenute dai veicoli, soprattutto in prossimità di punti strategici come: scuole, ospedali, ecc.

Personalmente credo che ogni sistema che sia in grado di ridurre la percentuale degli incidenti mortali è sempre ben accetto. Perché al fine di salvare delle vite umane è giusto fare anche dei sacrifici e quindi rallentare un po’ tutti, essere un po’ più responsabili nel modo di guidare e stare in strada.

L’importante però è che gli autovelox non si trasformino in uno strumento di lucro, in un mezzo facile facile per i Comuni di “fare cassa”. E’ noto ormai che la stragrande maggioranza degli autovelox è risultata non a norma, la loro disposizione irregolare e di conseguenza le multe irrogate illegittime.

Spesso si è constatato che gli autovelox sono stati usati dai vari Comuni come vere e proprie “galline dalle uova d’oro” e che il tanto sbandierato fine ultimo, cioè quello della salvaguardia della sicurezza si è mostrato un mero pretesto.

E basta poi mettere limiti di velocità di 30 Km/h  su strade che non ne hanno bisogno, ma soprattutto per chilometri e chilometri, rendendo i viaggi interminabili ed estenuanti!

Un ultimo appunto, spero di cuore che questi autovelox satellitari non siano dotati anche di un raggio laser pronti a disintegrare chi infranga il codice della strada! Poveri automobilisti bisogna cominciare a salvaguardarli, sempre più una razza in pericolo di estinzione.

Fabio Porretta