Operaio senza casa dorme nel cimitero! Una cappella allestita come camera da letto nel Padovano.

La casa, il sogno di tutti gli italiani, casa dolce casa! C’è chi la vorrebbe in aperta campagna per far crescere i propri figli con l’aria “buona” senza il via vai incessante delle automobili. C’è invece chi, al contrario, preferirebbe un appartamentino chic al centro storico della città, sopra i negozi glamour e i ristoranti extralusso, in mezzo al caos tipico dei clacson e della gente che a fiumi scorre sui marciapiedi.

Soprattutto il desiderio maggiore è quello di possedere un casa di proprietà, un tetto tutto nostro sotto il quale vivere. Un modo di pensare che è antico retaggio culturale ereditato dai nostri genitori e prima di loro, dai genitori dei nostri genitori!

Infatti, secondo una ricerca ISTAT, più di 40 milioni di italiani, ossia il 70% della popolazione, vivrebbero in una casa di proprietà. Mentre secondo il CENSIS la percentuale salirebbe addirittura all’80%, cioè 8 italiani su 10 vivono in una casa di proprietà o quantomeno dei propri genitori.

Il “senso della proprietà” è un modus pensandi che è tipico dell’italiano medio-borghese di fine anni 60, il “chiodo fisso” di possedere una casa tutta per sé è un’ossessione vera e propria che è quasi esclusivamente dell’italiano. Basti pensare che in Europa invece il trend è completamente l’opposto, cresce la percentuale delle famiglie che preferiscono vivere in affitto, pur avendo le possibilità economiche di comprare casa.

Tedeschi, inglesi, francesi preferiscono pagare il canone di locazione piuttosto che il mutuo. Mentre gli abitanti del “bel Paese” sono disposti anche a dissanguarsi, a stare una vita intera a pagare rate di mutuo esorbitanti pur di ripetere la famosa espressione: “casa dolce casa”!

Questione di punti di vista. La maggior parte degli europei preferisce spendere i propri soldi per godersi la vita con: viaggi, auto, beni griffati e per sostenere un livello di benessere generale a cui invece l’italiano non può aspirare perché costretto a indebitarsi con mutui ventennali, in alcuni casi perfino quarantennali! L’italiano medio preferisce vivere una vita di privazioni pur di lasciare in eredità una casa ai propri figli. Niente cinema, niente pizza, zero viaggi, divertimenti ridotti al minimo indispensabile. Insomma questione di punti di vista.

La casa, c’è chi la preferisce col giardino per poterci piantare le begonie, chi sogna fin da bambino un piccolo orticello da annaffiare, chi ama i terrazzi e le grandi balconate. Ci sono quelli ( come me) che vorrebbero il loro angolo bar con un grande bancone per poter preparare agli amici i cocktails. Oppure ci sono quelli che se non hanno almeno una piscina o un biliardo non si sentono a loro agio.

Parafrasando una famosa canzoncina disneyana “i sogni son desideri… di felicità”! Spesso invece, la realtà è molto più vicina all’incubo! In tanti, in troppi hanno problemi a trovarsi una sistemazione, una piccola dimora per poter sopravvivere. Milioni e milioni di italiani sono ormai sotto la soglia della povertà e non hanno la possibilità di vivere con dignità al riparo di quattro mura.

Aumentano i cassa integrati, la soglia di disoccupazione è la più alta in Europa, l’inflazione è galoppante e i soldi non ci sono più. I “bamboccioni” sono costretti a stare con i genitori unica ancora di salvezza, e spesso si cerca disperatamente di andare avanti con pensioni misere, che sono un vero e proprio insulto.

Di pari passo aumentano inesorabili i prezzi delle case e gli annunci delle varie agenzie immobiliari rimangono lì ignorati. Ruderi che cadono a pezzi a cifre astronomiche, monolocali a 180 mila euro! Insomma se non si cambia qualcosa, ben presto il “sistema italiano” collasserà.

La condizione abitativa in Italia è caratterizzata dalla totale assenza di una politica nazionale unitaria che ha condotto alla formazione di un mercato locativo non controllato dove anche per motivi speculativi, la domanda supera l’offerta, e il prezzo dei canoni di locazione è in aumento costante. D’altro canto, l’edilizia sociale pubblica Italiana è tra quelle meno sviluppate in Europa.

La Costituzione italiana, all’art. 47 prevede che la Repubblica debba favorire il diritto alla proprietà dell’abitazione, con misure che possano aiutare le persone più bisognose ad avere un alloggio in proprietà e, quindi, rendendo concreto questo diritto.

Esso rientra tra i diritti inviolabili dell’uomo, riconosciuti e garantiti dall’articolo 2 della Costituzione, e trova un riconoscimento espresso nell’art. 25 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e nell’art. 11 del patto internazionale dei diritti economici, sociali e culturali.
L’abitazione costituisce indubbiamente, per l’ importanza che riveste nella vita di ogni uomo, un bene primario che deve essere tutelato in modo adeguato e concreto.

In più occasioni la Corte Costituzionale ha affermato che rientra, tra i compiti della Repubblica, quello di favorire l’accesso alla abitazione ai cittadini più deboli.

Tutte belle parole, tutti principi giusti, ma poi i buoni propositi lasciano spazio all’ingiustizia, alle angherie dei più forti sui deboli e nascono situazioni al limite dell’inverosimile come ciò che è accaduto nelle vicinanze di Padova.

Un operaio padovano di 45 anni, ha avuto l’idea di crearsi come domicilio la cripta di una cappella funeraria all’interno del cimitero di Mellaredo di Paniga nel padovano. L’operaio rimasto senza casa e con una paga di mille euro, ha deciso di dormire in una tomba. La scoperta è stata fatta dai carabinieri del luogo, quando dopo alcune segnalazioni hanno dovuto assistere all’incredibile scena. L’uomo stava beatamente dormendo in un piccolo spazio a due metri dall’ossario, una cappella allestita come camera da letto con tanto di comodino, candela e libro da leggere!

Il povero operaio ha estremizzato un po’ troppo il detto “fare di necessità virtù” superando ogni immaginazione nell’accamparsi in un cimitero. L’unico aspetto positivo è che in un posto così, non si può dire certo di avere problemi di vicinato!

Fabio Porretta