Alla ricerca dei tesori nascosti tra storia e leggenda

Il mondo è pieno di tesori nascosti: affondati o sequestrati durante i centinaia di conflitti bellici della storia, nascosti da criminali in località segrete, o frutto di civiltà che sono state distrutte o dimenticate. Ed il mondo è anche pieno di cercatori di tesori, che il più delle volte spendono milioni di dollari per ottenere praticamente nulla.

Elencare tutte le imprese di recupero o tutti i tesori nascorsi sarebbe un’opera che meriterebbe almeno due volumi, e non è mia intenzione mettermi a scrivere diversi libri sui tesori nascosti. Ma ho intenzione di riportare alcune delle storie (o leggende) più curiose sui tesori nascosti del mondo.

Il tesoro del Capitano Kidd

William Kidd fu un navigatore scozzese che si dedicò principalmente alla pirateria. Dopo aver ammassato una discreta fortuna, fu arrestato al suo ritorno nell’Oceano Indiano nel 1699. Venne processato e giustiziato nel 1701. Non venne mai ritrovata la maggior parte della sua fortuna. Uno dei nascondigli del Capitano Kidd era Gardener’s Island a New York, dove venne scoperta parte del suo tesoro ed inviata in Inghilterra come prova delle sue scorrerie. Si ritiene tuttavia che il grosso dell’oro che Kidd ottenne attraverso atti di pirateria sia nascosto da qualche parte lungo il fiume Connecticut.

Il tesoro di Schultz

Schultz, all’anagrafe Arthur Flegenheimer, fu un gangster newyorkese degli anni ’20-’30. Nel corso della sua carriera di criminale, accumulò una somma notevole. Il governo americano tentò diverse volte di processarlo e di rinchiuderlo in galera, ma non ebbe mai successo, preferendo puntare su Al Capone.

Schultz, temendo di finire in galera per gli stessi motivi di Capone, si rese conto che doveva nascondere parte della sua fortuna per quando sarebbe stato rilasciato. Prese quindi 7 milioni di dollari e li seppellì in un posto segreto a New York. Le sole due persone a conoscenza dell’esatta località furono Schultz e la sua guardia del corpo, ma vennero entrambi uccisi prima di finire in prigione.

Il tesoro di Thomas Beale

Robert Morriss venne avvicinato da un nuovo di nome Thomas Beale nel 1820. Beale donò a Morriss una scatola, dicendo di custodirla fino a quando qualcuno non fosse venuto a prenderla nel corso di 10 anni. Beale disse inoltre che se nessuno fosse venuto a reclamarla dopo 10 anni, Morriss avrebbe potuto tenersela. Dopo 20 anni, Morriss aprì la scatola,trovando al suo interno tre pagine piene di numeri.

Pare che i numeri fossero un complesso codice cifrato, che Morriss tentò di decifrare per tutta la sua vita. Dopo la sua morte, un amico dichiarò di aver decifrato la seconda pagina attraverso la Dichiarazione d’Indipendenza americana. La pagina affermava che il tesoro conteneva oltre 2 tonnellate d’oro e altrettante d’argento, e svariate migliaia di dollari in gioielli. Ma nessuna informazione su dove il tesoro fosse nascosto.

Il tesoro di William Thompson

Il vicerè del Perù, nel 1820, volle trasportare il tesoro del Paese lontano dai turbamenti interni che si facevano sempre più preoccupanti. William Thompson venne incaricato di guidare 11 navi piene di preziosi verso il Messico. Ma quest’uomo non era di certo il più affidabile al mondo: era stato un pirata sanguinario in passato, e tutta quella fortuna era troppo per poter resistere. Non appena lasciò il porto, uccise le guardie peruviane e fece rotta verso l’Oceano Indiano. La nave principale di Thompson, la Mary Dear, venne catturata poco dopo, e tutto l’equipaggio venne impiccato, tranne il capitano ed il suo primo ufficiale. Vennero mantenuti in vita per mostrare la posizione del tesoro rubato che, pare, nascosero sulle Cocos Islands.

I due tuttavia sparirono nella giungla delle isole, e non vennero mai ritrovati. Da allora, più di 300 spedizioni hanno cercato di ritrovare il tesoro, senza alcun successo.

Il tesoro di Devil’s Tower

Vicino al confine con il Wyoming c’è una montagna che sembra un tronco d’albero. Diverse leggende parlano di questa montagna misteriosa e della regione attorno ad essa. La montagna, chiamata “La torre del Diavolo” si trova nella zona conosciuta come Black Hills, ed ha alcune vaste grotte sotto di essa, inclusa la Jewel Cave e la Wind Cave. Alla fine del 1800, alcuni cercatori d’oro si avventurarono nelle caverne, compresi tre nativi americani che, secondo la leggenda, trovarono un passaggio che portava alle caverne. Durante l’esplorazione del tunnel trovarono alcune ossa, fino ad imbattersi in un lago sotterraneo sulle cui sponde trovarono grandi quantità d’oro. Non potendo trasportare l’oro in superficie, gli indiani bloccarono l’entrata delle caverne per poter tornare più tardi e recuperare il bottino. Nessuno dei tre indiani tuttavia tornò mai, e la loro storia (ammesso sia vera) entrò nella leggenda.

Il tesoro del Lago Toplitz

Il Lago Toplitz si trova a circa 10 km di distanza da Salisburgo, nel mezzo delle Alpi austriache. Il lago è ricoperto da ghiaccio per metà dell’anno, ed una volta che si raggiungono i 10 metri si incontra una zona priva di ossigeno, estremamente pericolosa per i sommozzatori.

Durante la Seconda Guerra Mondiale un comandante della Luftwaffe aveva un cottage sul lago. Il posto era inoltre un luogo ideale per testare nuove armi, per via della posizione isolata e lontana da occhi indiscreti. Si dice inoltre che i nazisti abbiano nascosto nei paraggi oro e documenti segreti, che secondo la leggenda si troverebbero sul fondo del lago.

Il Buddha d’oro di Manila

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’esercito giapponese sotto il comando del generale Tomoyuki Yamashita rubò un tesoro del valore di svariati miliardi di dollari. Il tesoro venne nascosto in una serie di caverne sotterranee nelle Filippine.

Nel 1961 Rogelio Roxas, collezionista di monete e cacciatore di tesori, incontrò un uomo di nome Fuchugami, che segnalò come il tesoro era nascosto nella città di Baguio, a circa 250 km da Manila. Un abitante locale, Eusebio Ocubo, era in possesso di una mappa disegnata da un soldato giapponese che aveva aiutato a seppellire il tesoro, e confermò a Roxas che il tesoro si trovava all’interno di alcuni tunnel, e che un pezzo del tesoro era un Buddha in oro e pietre preziose.

Roxas iniziò a scavare nell’area, ritrovando una statua di quasi una tonnellata d’oro e diversi contenitori di legno con molte barre d’oro. Si stima che il solo Buddha d’oro avesse un valore di 460 milioni di dollari. Attualmente il tesoro è scomparso, sequestrato dal governo filippino di Ferdinand Marcos negli anni ’70. Si stima che il valore complessivo del tesoro ammonti ad oltre 5,3 miliardi di dollari.

Daniele Bagnoli