Iran, Ahmadinejad: “Via le armi nucleari USA dall’ Italia”

Sembra un dialogo tra sordi: da un lato ci sono i Paesi occidentali che chiedono chiarimenti sul programma nucleare iraniano, dall’altro il presidente del regime, Mahmoud Ahmadinejad, che denuncia gli arsenali altrui, specialmente quelli americani, puntati contro il suo Paese e dice che non esistono prove che Teheran voglia l’atomica. Ahmadinejad lo ha ripetuto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con parole simili a quelle usate mille volte in passato, all’avvio della conferenza quinquennale per revisione del Trattato di non Proliferazione nucleare.

Il presidente iraniano ha accusato gli Stati Uniti di essere “responsabili della proliferazione nucleare” e chiesto lo smantellamento delle basi militari Usa nei paesi europei, tra cui l’Italia.

“Devono essere smantellate le armi nucleari nelle basi militari degli Stati Uniti e dei loro alleati in altri paesi, tra cui la Germania, l’Italia, il Giappone e l’Olanda”, ha detto. Mentre parlava, numerose delegazioni, tra cui quella italiana, hanno lasciato l’aula in segno di protesta.

La risposta americana non si è fatta attendere, Robert Gibbs, il portavoce del presidente Barack Obama ha definito “deludente e prevedibile” il discorso di Ahmhadinejad, spiegando che “non sono neppure stati citati gli obblighi del Paese nei confronti della Agenzia Atomica”. Il leader iraniano dal canto suo dell’Aiea ha chiesto l’abolizione.

A margine del vertice, al quale partecipa anche il segretario di Stato americano Hillary Clinton, si discute il quarto round di sanzioni contro il regime. Clinton – il suo intervento è in programma nel pomeriggio – per la prima volta oggi parlerà degli arsenali americani entrando nello specifico. Tra le informazioni sulle quali il Pentagono ha tolto il segreto quella che occorrono le testate atomiche di progettazione statunitense richiedono circa quattro chili di plutonio.

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