USA, in marcia contro la legge sull’ immigrazione dell’ Arizona

Barack Obama non ha solo la marea nera con cui fare i conti. Oltre all’emergenza del Golfo del Messico, un’altra marea ha invaso il primo maggio le strade delle principali citta’ americane, quella composta da centinaia di migliaia di immigrati, per lo piu’ ispanici, che da Los Angeles a New York, da Chicago a Washington, hanno manifestato contro la legge sull’immigrazione varata dall’Arizona, una legge che permette alla polizia di fermare le persone in base all’aspetto fisico (come già accade in Italia).

Al grido di ‘Somos Todos Arizona’ (ma anche scandendo ‘Yes We Can – Si’ Se Puede’) i manifestanti hanno protestato contro la governatrice Jan Brewer, repubblicana, chiedendo al governo federale di respingere una legge che considerano razzista. In virtu’ della nuova norma, un poliziotto dell’Arizona puo’ oggi fermare un immigrato sulla base di un semplice sospetto di clandestinita’. E – se risulta non in regola – rispedirlo nel suo Paese di origine. Ma – dicono gli immigrati – sono a milioni in America i clandestini che da anni studiano o lavorano nel Paese, che hanno casa e famiglia, che si sentono a tutti gli effetti americani e per questo chiedono una riforma che tenga della realta’.

‘Oggi ci possono anche mettere le manette, ma verra’ un giorno in cui saremo liberi’ ha detto alla manifestazione di Washington il deputato democratico dell’Illinois Luis Gutierrez, che si e’ fatto simbolicamente arrestare per un sit in di protesta davanti alla Casa Bianca. Con lui la polizia ha fermato altre 35 persone. Non ci sono stati incidenti, cosi’ come a Dallas, Phoenix, Milwaukee, Tucson, Los Angeles, dove si e’ svolta la manifestazione piu’ imponente. Qui era presente anche la Chiesa cattolica. ‘Chiunque agli occhi di Dio e’ legale’ ha detto l’arcivescovo della citta’, il cardinale Roger M. Mahony, davanti a oltre 50mila persone. L’emergenza immigrazione non e’ destinata a calare, anzi. E’ destinata ad aumentare e ad avere effetti significativi sulle prossime elezioni di Midterm. Le diverse associazioni che in America difendono gli immigrati sono tradizionalmente divise sul piano politico tra Democratici e Repubblicani. Ma mai come in questo caso sono unite contro la legge dell’Arizona. Il senatore uscente John McCain, dicendo di riconoscere le ragioni della governatrice, di fatto si sta giocando la rielezione in Senato.

I Democratici a sorpresa hanno presentato un testo contenente le linee guida per una legge che tenga conto in primo luogo di un rafforzamento delle frontiere. Ma i Repubblicani hanno gia’ detto che la proposta va ridiscussa.

Il presidente, Barack Obama, ha invece definito il testo dei democratici ‘un passo avanti molto importante’ e ha invitato il Congresso ad un dibattito serio in tempi rapidi. La strada da seguire – ha detto – non puo’ essere quella ‘fuorviante’ della legge dell’ Arizona, ma quella che tenga conto della realta’.

‘Oggi sono 11 milioni i clandestini che vivono in America’, non si possono espellere 11 milioni di persone.

POLIZIOTTO DENUNCIA STATO ARIZONA – Un ufficiale di polizia di Tucson, in Arizona, Martin Escobar, un messicano immigrato da bambino negli Stati Uniti e a tutti gli effetti cittadino americano, ha presentato denuncia nei confronti dello Stato dell’Arizona contro la legge sull’immigrazione firmata dalla governatrice, Jan Brewer.

In un’intervista alla CNN, Escobar ha sostenuto che, in base alla nuova legge, lui, che da anni e’ nel corpo della polizia, d’ora in poi avra’ molta piu’ difficolta’ a condurre le sue indagini e a svolgere in modo efficace il suo lavoro. Il suo legale ha precisato che in base alla nuova legge un poliziotto ispanico-americano si potrebbe trovare nella paradossale situazione di arrestare se stesso.

‘Questa legge e’ totalmente sbagliata – ha dichiarato Escobar, che ha 45 anni e lavora nel copro di polizia dal 1995 -Se io per questa mia presa di posizione pubblica arrivero’ a perdere il lavoro, pazienza. Almeno so di aver difeso una posizione che ritengo giusta’.

HILLARY CLINTON SOLIDALE CON PROTESTE MESSICO – Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, e’ solidale con il presidente messicano Felipe Calderon contro la nuova legge dell’Arizona sull’immigrazione. Intervistata oggi dalla NBC, Hillary Clinton ha ribadito che in materia di immigrazione dovrebbe essere il governo federale a legiferare, e non i singoli Stati, e che gli Usa non hanno certo intenzione di ‘complicare la vita’ al Messico.

Calderon ‘ha fatto del suo meglio’ per cercare di controllare il flusso di immigrati che escono dal Paese, ‘e noi non vogliamo certo complicargli ancora di piu’ la vita’ ha detto il ministro degli Esteri americano.

L’Arizona ha promulgato una legge in base alla quale un immigrato puo’ essere fermato da un agente di polizia sulla base anche solo di un semplice sospetto di clandestinita’. Contro la legge si sono levate proteste in tutti gli Stati Uniti, con decine di manifestazioni che hanno portato in piazza centinaia di migliaia di persone. Le associazioni a tutela degli immigrati chiedono al governo americano di intervenire per rigettare la legge dell’Arizona, e arrivare invece a una riforma organica dell’immigrazione.

Aduc