Inghilterra alle urne

Dopo 13 anni di governo laburista, prima con Tony Blair  e poi con il “collega” Gordon Brown, l’Inghilterra il sei maggio si ritroverà alle urne.

Fino al 15 aprile, data del primo dibattito televisivo all’americana, nella storia elettorale del Regno Unito, la quasi totalità degli inglesi già si aspettava, influenzata dai sondaggi, un cambio della guardia .

A prevalere, era infatti l’opinione comune che alla guida sarebbero ritornati i conservatori capeggiati da David Cameron e che ad aspettare la sconfitta, stavolta, dovessero essere i laburisti di Gordon Brown. Questo, infatti, nonostante abbia dato molto al Paese, sia come Cancelliere, sia come Primo Ministro, soprattutto dal punto di vista economico e finanziario, è messo all’angolo da molti inglesi che sostengono sia giunto il momento di cambiare la guardia a Downing Street.

In questi 13 anni di Governo però di errori il laburista ne ha commessi, inizialmente e forse quello avente il maggior peso, insieme a Tony Blair (con il quale aveva spesso contrasti ma condivise lo sbaglio di partecipare alla guerra in Iraq), senza contare il suo caratteraccio e la sua incapacità di comunicare che più di qualche volta lo portò allo scredito pubblico.

A pochi giorni dal verdetto finale, comunque, i tre canditati, il laburista Gordon Brown, il conservatore David Cameron ed il liberal-democratico Nick Clegg, possono già contare su una proiezione parziale dei risultati che danno favorito, allo stato attuale dei fatti, Cameron, l’aristocratico conservatore che auspica un “cambiamento radicale” e vuole “restituire il potere al popolo”.

Luca Bagaglini