Mourinho al veleno, “se ci giochiamo tutto questo è perchè abbiamo sudato sul campo”

Alla vigilia della finale di Coppa Italia contro la Roma, il tecnico dell’Inter, José Mourinho è tornato a parlare direttamente dalla sala stampa dell’Olimpico. Il portoghese, nonostante i propositi di non parlare del campionato, ha finito col rispondere alle accuse della Sensi (“Se fossi l’Inter mi vergognerei a vincere così”, ndr), lanciate dopo la gara contro la Lazio. RISPOSTA AL VELENO PER ROSELLA SENSI – “Vincere zero tituli? Non è un dramma né per noi né per nessuno, se si dà il massimo non vincere non è una vergogna, spesso la differenza tra vincere e non vincere è poca. Se ti giochi fino alla fine le competizioni e poi non vinci non è un dramma. La vergogna è per chi ruba. Noi non siamo nati in una culla d’oro, se oggi ci stiamo giocando tutti questi titoli, è perché abbiamo sudato sul campo. Esigo rispetto per quello che stiamo ottenendo meritatamente con il lavoro. Se vinceremo tre titoli sarà storico, se ne vinceremo 2 od 1 sarà positivo. Se non ne vinceremo non sarà un dramma. Noi durante la settimana giochiamo tre gare mentre c’è gente che è in vacanza a prendere il sole. Nei campionati che ho vinto, il successo è arrivato facilmente. Vincere invece con pochi punti di vantaggio dà più soddisfazione. I miei hanno fatto una partita vera con la Lazio come le altre. Contro di noi tutti giocano alla morte, contro la Roma non è stato così. Noi siamo sfortunati la Roma evidentemente no”. IN PASSATO GLI ELOGI PER LA ROMA – “Mesi fa dicevo che era la Roma la nostra antagonista per la qualità dei giocatori. Ogni volta che giocavamo contro la Roma, anche se l’anno scorso abbiamo spesso vinto, abbiamo visto il loro potenziale. Giocano un calcio di qualità ed hanno una rosa di livello con molta esperienza. Per me era chiaro che il loro inizio stentato non poteva durare. E’ una stagione positiva per loro, lottare per lo scudetto e giocarsi la finale di coppa italia in casa nel proprio stadio come nessun altro fa. Merito di tutti, giocatori, tifosi, società, allenatore”. FUTURO INCERTO – “Se resterò al 100% il prossimo anno all’Inter? Nel calcio non si può dire niente”. COPPA ITALIA – “Domani non capisco perché non debba essere una grande partita. I tifosi dell’Inter credo stiano vivendo nei tempi moderni un momento unico. Solo quelli di 60 anni forse possono aver vissuto di meglio. Domani spero che i tifosi godano di questa situazione e vengano qui solo per sostenerci. Noi siamo venuti qui con l’obiettivo di vincere, loro per essere felici. Se perderemo andremo a casa con tranquillità. Non sono nato interista, il 5 maggio lo ricordo solo per la morte di Napoleone. Queste sono le due squadre più forti ora in Italia. Se i tifosi e i giocatori della Roma non vogliono pace ed una bella partita, è un problema loro. Noi andiamo per la nostra strada”. FINALE A ROMA, MOU NON GRADISCE – “Giocare in casa dell’avversario la finale? Quando sono arrivato in Italia mi hanno detto che la Coppa Italia non è importante e che si schierano le prime linee. Io da quando sono arrivato invece ho schierato sempre i migliori. Credo di essere responsabilità di aver cambiato la mentalità nell’affrontare questa competizione. volevamo arrivare in finale e siamo arrivati. Giocare sul campo dell’avversario? è sempre una finale ma non è come giocarla altrove. Non mi sembra corretto che sia così. In Spagna, Germania e Inghilterra la decisione sul luogo della finale si stabilisce dopo che si sa chi la giocherà. Non facciamo però un dramma di questo. Giochiamo la coppa e basta. Roma e Inter in finale una coincidenza? Non è un caso, sono in competizione anche per il campionato. La Roma ha vinto tante partite anche se spesso il portiere avversario sembrava poco ‘concentrato’…”. POLEMICA COL BARCA – “Cruyff ha detto che non sono un grande allenatore e non sono un esempio perché spesso faccio gesti discutibili? Non ricordo che una mia squadra abbia mai perso e che gli avversari non abbiano potuto festeggiare la vittoria sul campo…”