Scajola, addio al veleno su Berlusconi

Claudio Scajola ha lasciato il suo incarico di Ministro dello Sviluppo Economico che ad interim va al PremierCavaliere. Scajola è crollato lunedì sera, scoppiando in lacrime per il suo futuro politico ormai perduto: “La mia carriera politica è finita, adesso che faccio?”. Il politico ha poi proseguito minimizzando le sue colpe: “Forse qualche cazzata l’ho fatta, qualche leggerezza può esserci stata, ma nulla di penalmente rilevante”. Scajola, uomo di fiducia di Berlusconi sin dal lontano 1995, anno di fondazione di Forza Italia, ha ricoperto ruoli di prestigio nel partito dell’imprenditore milanese. Nel 2001 è poi stato nominato Ministro dell’Interno, per poi ricoprire nell’attuale legislatura il ruolo di Ministro dello Sviluppo Economico. Stando a quanto ha confidato lo stesso Scajola ad un amico, l’incontro tra lui e il Premier non ha dato l’esito sperato: “L’incontro a palazzo Grazioli non è andato bene. Berlusconi? L’ho trovato freddo”. L’ex Ministro ha poi confidato  i suoi dubbi sul suo accaduto: “E’ una cosa troppo strana, con molti contorni ancora oscuri, troppe cose non tornano. Le mie dimissioni indeboliscono il governo, ma chi può avere interesse a farlo? In Italia al momento non vedo nessuno. La Francia invece, in prospettiva, ha tutto da perdere dal nostro programma nucleare. Senza contare che anche l’arrivo di Geronzi al vertice delle Generali, favorito dal governo, ha toccato gli interessi dei francesi. Ci sono poi gli americani, che non vedono di buon occhio gli stretti rapporti fra Putin e Berlusconi. Insomma, molti avrebbero interesse a un governo più debole”.

BERLUSCONI – Il Primo Ministro, dal canto suo, butta le mani avanti e si lamenta del trattamento che i mass media hanno riservato alla vicenda: “Siamo di fronte a un massacro mediatico e a una tenaglia dei giudici che vogliono colpire il governo”. Il Premier ha parlato di “una nuova campagna giudiziaria”, il cui fine è chiaramente la “caduta del governo”. La tensione sta salendo e molti vedono in Gianfranco Fini una ‘serpe in seno’ all’esecutivo: “Se la maggioranza fosse meno ampia i nostri sarebbero persino più motivati a restare in aula a votare invece di andare alla buvette o a farsi gli affari loro”.

Marco Proietti