Capelli, come tenerli sani e forti

    Anche per i capelli stressati è possibile una cura. Durante l’inverno le nostre chiome sono state esposte a numerosi maltrattamenti. Il freddo, alternato ai riscaldamenti casalinghi, lo smog, l’umidità, qualche colpo di spazzola e phon caldo in più, sono tutti fattori che hanno contribuito a sfibrare la nostra capigliatura rendendola opaca. Lo stesso accade alla nostra pelle che rinnoviamo e prepariamo per l’estate attraverso lo scrub o il peeling.

    Ma come fare a ridare luce ai capelli? Le nonne usavano l’aceto ed era un buon rimedio, ma cerchiamo di capire come e perché il capello si rovina: la sua struttura esterna è ricoperta di microscopiche squame, necessarie a proteggerlo dagli agenti esterni e aggressivi, come quelli citati o come uno shampoo inadatto. Di base queste squamette, tutte perfettamente allineate, riflettono la luce dando alla chioma luminosità e volume. Poi però, dopo tante battaglie contro piastre, arricciacapelli e tinte aggressive, si allargano, ed il capello si sfibra, soprattutto sulle punte: diventa grigio ed impettinabile.

    Il dermatologo è lo specialista che può controllare lo stato di salute dei vostri capelli e che vi saprà consigliare i prodotti più idonei. Comunque dovete tener presente la prevenzione oltre che la terapia. Nel primo caso dunque preferite un’alimentazione sana …..evitate asciugature con phon troppo caldi e piastre frequenti. Usate shampoo delicati e sempre adatti ai vostri capelli. Per la cura vanno invece utilizzati prodotti specifici: devono idratare e restituire elasticità e compattezza, agendo in profondità.

    Utili anche quei ritrovati capaci di ricoprire il capello con uno strato di polimeri atti ad abbassare le squame e a ridare alla capigliatura un aspetto più salubre. Fatto tutto questo, risalteranno meglio la forma ed i colori della vostra chioma, scelti per l’estate. Soprattutto però avrete preparato i capelli ad un’altra grande sfida, quella contro il sole, il mare, la salsedine ed il cloro delle piscine. Come fare in questi casi? E’ un altro capitolo.

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