Merkel e Sarkozy: regole più dure per difendere zona euro

Euro ancora in ribasso oggi. La moneta euroepa ha toccato anche quota 1,2755 contro il dollaro dopo essere scivolata brevemente al minimo di 1.2752. E scendono in campo la Merkel e Sarkozy con una lettere congiunta

La La lettera e’ pubblicata dal quotidiano francese Le Monde, che esce nel pomeriggio ed è indirizzata al presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e al presidente della Commissione, Jose’ Manuel Barroso. Nella lettera si esclude la possibilita’ di espellere uno stato membro dell’Unione monetaria, ma si precisa che la moneta unica e’ un interesse di tutti e che non si puo’ piu’ lasciare ognuno a gestire la propria situazione da solo: ”tutti gli stati membri – scrivono Parigi e Berlino – sono responsabili della stabilita’ della zona euro nel suo insieme”.

Quasi ignorando i profondi disaccordi emersi tra Francia e Germania proprio sulla crisi della Grecia, la lettera chiede regole piu’ rigide per la governance economica della zona euro.

Anche l’agenzia di rating Mood’s fa sentire la sua voce e sottolinea che la crisi che ha colpito le banche greche potrebbe ‘contagiare’ Portogallo, Spagna, Italia ma anche Irlanda e Gran Bretagna attraverso un rapporto diffuso questa mattina dedicato all’impatto del rischio sovrano sul sistema bancario europeo.”L’Italia e’ un paese con un sistema bancario finora piuttosto solido” si legge nel rapporto, “ma nel quale il rischio maggiore e’ rappresentato dal rischio di contagio nel caso dovessero aumentare le pressioni dei mercati sul debito sovrano”. Moody’s evidenzia come “ognuno dei sistemi bancari di questi paesi deve affrontare sfide di diverso livello”, anche se “il rischio di contagio potrebbe attenuare tali differenze ed esporle tutte a minacce reali e generalizzate”. In particolare, l’agenzia conferma come il Portogallo sia “sotto stretta osservazione” ed anticipa “un possibile abbassamento del rating di tutte le banche” lusitane. In ogni caso, l’elemento fondamentale, ammette Moody’s, sara “il giudizio del mercato sul successo o meno del pacchetto di aiuti alla Grecia”.

Infine un allarme arriva anche dall’economista Roubinì secondo il quale ”l’implosione dell’euro non puo’ essere esclusa a questo punto. L’effetto contagio e’ una possibilita’ reale, e non solo sui Paesi piu’ a rischio”.

Roubini prosegue sottolineando che “la situazione si puo’ ancora salvare ma non con il piano di salvataggio che si vorrebbe attuare, votato al fallimento perche’ varare un programma di aggiustamento fiscale con il deficit al 10% del Pil e’ una missione impossibile”.

Intervistato da Repubblica, Roubini propone un ”piano B: una preliminare ristrutturazione del debito greco, a partire dall’allungamento delle scadenze con l’offerta di nuovi titoli in cambio di quelli esistenti. Un’ipotesi che non piace ai creditori, ma occorre convincerli che altrimenti perdono davvero tutto”. ”C’e’ poi da fare, in Grecia e in altri Paesi, riforme strutturali piu’ profonde di quelle prospettate, che sembrano limitate a sacrifici di reddito e sono destinate a infrangersi sui tumulti”.

Infine, aggiunge l’economista, ”serve un’azione proattiva delle istituzioni comunitarie, con una politica di bassi tassi da parte della Bce, una rapida riforma dei trattati rendendoli piu’ aderenti alla realta’ attuale, e uno sforzo ulteriore della Germania perche’ rafforzi i progetti di stimolo della domanda interna e rilanci con decisione la propria economia che e’ la locomotiva d’Europa”.

Per Roubinì a correre i maggiori pericoli, dopo la Grecia, e’ il Portogallo, ”poi Irlanda e Spagna e quindi, con un ragionevole distacco, l’Italia”. Il professore conferma il giudizio moderatamente ottimista sul nostro Paese ma, avverte, ”dovete stare attenti a non fermarvi qui: restano problemi pesantissimi, dal debito pubblico alla mancanza di competitivita’. Pero’ qualcosa avete fatto”.

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