Gaza, contadini palestinesi raccolgono grano sotto il fuoco di Israele

Beyt Hanoun –  Alcuni attivisti palestinesi hanno aiutato degli agricoltori di Gaza nei lavori per il raccolto nelle zone di confine e sigillate dalla ‘Barriera di sicurezza’ eretta da Israele tra la Striscia di Gaza e le terre palestinesi occupate nel 1948.

Decine di attivisti si sono presentati a Beyt Hanoun per il raccolto del grano e dell’orzo, poiché gli stessi proprietari dei campi non possono raggiungerli, visto che sono bersaglio del fuoco israeliano.

I ragazzi portavano bandiere palestinesi e striscioni, che confermano la natura della loro lotta pacifica per la liberazione delle terre palestinesi occupate. Quest’iniziativa, tenutasi a Beyt Hanoun (120.000 abitanti), giunge al termine della campagna “Raccolto 2010”, promossa a partire dal 15 aprile dal movimento d’Iniziativa palestinese locale.

Quest’aiuto ai contadini palestinesi serve a ostacolare la politica dell’esercito israeliano mirata a desertificare le terre agricole palestinesi per poi farne una “zona cuscinetto”, sia a nord che a est della Striscia assediata da tre anni.

Attivisti stranieri partecipano a quest’ iniziativa pacifica che rientra in quelle intraprese contro il Muro in Cisgiordania sin dal 2005. Saber az-Za’arnin, uno degli attivisti palestinesi che dirige il gruppo dei “Volontari del servizio sociale e umanitario”, ha rilasciato il seguente commento: “La campagna ‘Raccolto 2010’ punta a sostenere gli agricoltori palestinesi nelle aree di confine, rafforzandone così la determinazione di fronte ai crimini degli occupanti israeliani perpetrati contro i loro diritti”.

“Malgrado non disponiamo di grandi possibilità, crediamo nel volontariato come uno dei metodi di resistenza all’occupazione, e riteniamo l’opera che svolgiamo sia una forma di resistenza che proseguirà malgrado tutti gli ostacoli”.

Si ricorda che alla fine di aprile, un palestinese è stato ammazzato dagli israeliani durante una manifestazione pacifica tenutasi a Gaza.

Organizzazioni giuridiche palestinesi affermano che la zona cuscinetto imposta da Israele al confine con la Striscia rappresenta un pericolo per tutti gli abitanti della Striscia stessa. Dal settembre 2008 Israele impone una zona cuscinetto della profondità di 300-700 metri con il pretesto di garantirsi una “sicurezza”, ma dopo l’aggressione del 2008-2009 l’ha resa più larga.

Chiunque – agricoltori o operai – oltrepassi il limite fissato dall’esercito israeliano, viene preso di mira dall’esercito israeliano.

Infopal