Il Parlamento Europeo vieterà il commercio illegale di legname

Nei giorni scorsi 49 dei 68 membri della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo hanno votato perché in Europa venga vietato il commercio di legname raccolto illegalmente e prodotti derivati e per garantire la trasparenza dei prodotti del legno lungo tutta la filiera produttiva – riporta il WWF.

“Il Parlamento ha dato oggi un segnale forte, ribadendo con fermezza che è il momento di agire e di fare scelte responsabili, in linea con le esigenze di tutela e conservazione delle risorse naturali – ha commentato Massimiliano Rocco, responsabile TRAFFIC e Timber Trade del WWF Italia. Dobbiamo riuscire a rendere illegale l’importazione e il commercio in Europa di legname raccolto illegalmente. Per questo, occorre promuovere un sistema di controlli che dia a tutti i cittadini europei la certezza di acquistare prodotti legali, che non provengono da processi di deforestazione”.

“Per il 93% dei cittadini europei intervistati per un sondaggio nel 2009 – continua Massimiliano Rocco del WWF Italia – è importante che legname e prodotti derivati venduti in Europa siano prodotti e commercializzati in maniera legale. Dopo anni di ritardi è ora che le istituzioni europee rispondano in maniera adeguata a questa richiesta e si assicurino che l’Europa faccia la propria parte per combattere il commercio di legname illegale sul proprio mercato e per contribuire alla tutela delle foreste entro i propri confini o all’estero. Oggi possiamo ancora intervenire per invertire la tendenza distruttiva attuale e conservare per le generazioni future le ultime foreste naturali del nostro pianeta e contribuire ad arrestare i cambiamenti climatici.”

Dopo il successo della votazione, il WWF chiede al resto del Parlamento Europeo e ai Ministri dell’Agricoltura di raggiungere un accordo sulla legislazione più efficace per combattere attività illegali nel settore del legno e per proteggere le foreste, la biodiversità e le comunità locali in tutto il mondo. Un recente rapporto del WWF stima che il 16-19 % del legno importato nella Unione Europea nel 2006 proveniva da taglio e commercio illegali, una quantità tra i 26,5 e i 31 milioni di metri cubi di legname. Secondo un rapporto dell’OECD (in inglese in .pdf) nel 2005 circa un 23 % delle importazioni di legno e prodotti del legno compresa la carta nell’Unione Europea proveniva da paesi che avevano un alto rischio di taglio illegale

Intanto la rete di organizzazioni indigene malesi JOANGO Hutan ha sollecitato l’Unione Europea a non firmare “un accordo di collaborazione volontaria” sullo sfruttamento del legname con la Malesia a meno che l’atto non “costringa” il governo malese a riconoscere il diritto dei popoli indigeni alla loro terra. La Malesia sta attualmente cercando di persuadere l’Unione Europea ad accettare un suo impegno volontario a conformare lo sfruttamento del legname agli standard europei. Ma i popoli indigeni sostengono che tale accordo non sarà legittimo finché il loro governo continuerà a permettere alle compagnie del legname di rubare la loro terra.

Le compagnie stanno rapidamente distruggendo le foreste che appartengono ai popoli indigeni, specialmente nello stato del Sarawak, la parte malese del Borneo. Il Sarawak è la patria della tribù di cacciatori-raccoglitori Penan, famosi per i blocchi stradali con cui cercano di tenere lontane le compagnie. “Lo sviluppo che vogliamo realmente è che la foresta rimanga intatta” – ha dichiarato a Survival un uomo Penan. Non vogliamo che la foresta sia distrutta e rasa al suolo perché senza di lei non possiamo vivere”. Molti Penan hanno assistito alla distruzione delle loro foreste a dispetto delle loro proteste e fanno fatica a sfamare le loro famiglie perchè il taglio del legno ha allontanato gli animali che erano soliti cacciare e ha inquinato i fiumi in cui pescavano.

Unimondo.org