Cannabis, ricerca thailandese accerta proprietà antitumorali

Il potenziale effetto antitumorale della Cannabis è noto fin dagli anni ’70 (“Attività antitumorale dei cannabinoidi”, si intitolava uno studio del 1975 pubblicato sul Journal of National Cancer Institute). Da allora si sono succeduti vari studi sperimentali che hanno convalidato questa scoperta dimostrando che i cannabinoidi inibiscono la proliferazione cellulare in vari tipi di tumore. Si tratta per ora di dati di laboratorio, che comunque hanno provato l’effetto dei cannabinoidi su cellule di tumori del cervello, del pancreas, del polmone, della mammella, della tiroide, dell’utero, dello stomaco, del colon, della pelle e dei globuli bianchi (leucemie e linfomi).

La rivista scientifica Cancer Investigation ha recentemente pubblicato una ricerca sperimentale che dimostra l’effetto del THC, il principio attivo principale della Cannabis, sui tumori delle vie biliari. I ricercatori dell’Università di Rangsit in Tailandia hanno provato le proprietà antitumorali del cannabinoide sia su linee cellulari di colangiocarcinoma sia su campioni derivati da pezzi operatori di pazienti affetti dal tumore (su ambedue i tipi di cellule si trovano recettori per il THC).

Come viene riportato nello studio, “il THC ha inibito la proliferazione, la migrazione e l’invasione cellulare, e ha indotto l’apoptosi (cioè la morte programmata delle cellule). Il THC ha anche…ridotto la sopravvivenza delle cellule tumorali”. Gli Autori concludono che il THC potrebbe essere usato come potenziale agente per “ritardare la crescita cellulare del colangiocarcinoma e le metastasi”.

Francesco Crestani, medico chirurgo, Presidente Associazione Cannabis Terapeutica