Shark Shield, uno scudo elettrico contro gli squali

    Una nuova periferica elettronica è stata approvata dalla Marina Australiana per proteggere i sommozzatori dagli attacchi degli squali. Chiamato Shark Shield, questo apparecchio elettronico pesa 380 grammi, ed è piccolo a sufficienza da essere tenuto nel palmo di una mano.

    E’ stato inventato da un Paul de Gelder, sommozzatore della Marina Australiana che nel 2009 ha subito l’attacco di uno squalo, perdendo la mano destra e la gamba destra a Sydney Harbour. Dopo diversi mesi di test è stato appurato che l’apparecchio funziona come deterrente per squali: invia impulsi elettronici che sembrano essere particolarmente fastidiosi per questi pesci, e con un raggio d’efficacia di circa 8 metri.

    Questi impulsi elettrici vengono captati dagli squali, ed essendo di forte intensità causano al pesce spasmi muscolari che impediscono a questi predatori di avvicinarsi ulteriormente.

    L’apparecchio non sembra causare danni permanenti agli squali: dopo che si sono allontanati dagli impulsi elettrici, i loro organi sensoriali tornano a funzionare regolarmente, e gli spasmi muscolari cessano. Ma di certo si ricorderanno dell’esperienza.

    “La Marina ha testato il nostro prodotto in diverse condizioni per sette mesi, ed ha riscontrato che coincide con tutti i criteri di sicurezza per i sommozzatori” dice GRant Price, presidente della Shark Shield. “L’Australia è nota per avere alcune delle acque più popolate da squali della Terra, per questo ciò che sembra funzionare qui acquista credibilità internazionale”.

    Lo Shark Shield per sommozzatori costa circa 500 euro. E’ stata sviluppata anche una versione per tavole da surf, dal costo di circa 400 euro.

    Daniele Bagnoli