Crisi greca e futuro dell’Euro. Il parere del Presidente Ciampi

Per Carlo Azeglio Ciampi, che è l’artefice principale dell’ingresso italiano nel club dell’euro, l’attuale crisi della moneta europea era prevedibile.  

Al momento dell’allargamento dei paesi membri, infatti, ci fu meno severità nel pretendere il rispetto dei requisiti necessari per far parte del circolo. E così, mentre per il primo gruppo di Paesi l’istruttoria fu molto rigorosa, in seguito per gli aspiranti è bastato un semplice impegno. Di fatto dovevano impegnarsi a rispettare solo una serie di obblighi. Che purtroppo, non sempre furono raggiunti. Noi italiani, per esempio, dovemmo fare una delle manovre più dure della storia dal Dopoguerra ad oggi. Secondo l’ex Presidente  della Repubblica (nonché ex Governatore della Banca d’Italia, Presidente del Consiglio e Ministro del Tesoro) <<Dovremmo chiederci se sarebbe stato meglio non essere di manica larga. E se questa è la domanda, la risposta è senz’altro sì. Il rigore avrebbe dovuto essere lo stesso per tutti>>. Per Ciampi insieme con l’euro bisognava portare << avanti il rafforzamento della collaborazione e del coordinamento in fatto di politiche economiche. Cosa che purtroppo non è avvenuta >>.

A questo punto, però, <<anche i meno convinti, sanno che l’ingresso nell’euro ha significato per tutti un punto di non ritorno>>. L’unica cosa da fare è continuare su questa strada e <<se possibile, dobbiamo cercare di volare più alto>>.

Marco Di Mico