Insulta la ex su Facebook, il tribunale di Monza: «Danno da 15 mila euro»

Raramente accade che al termine di una grande storia d’amore ci si lasci poi bene, in buoni rapporti come se niente fosse. Soprattutto quando c’è stato un lungo ed estenuante periodo d’incomprensioni, di litigi e problemi di vario genere che hanno trasformato il clima in un vero Inferno, tanto da far desiderare ad entrambi la definitiva rottura come unica strada percorribile.

Il più delle volte il sentimento che si è provato l’uno per l’altra viene soffocato e soppiantato dal rancore e da un odio viscerale e profondo stile “La guerra dei Roses”.

Spessissimo finito tutto, può succedere che i due ex non si risparmino battutine al vetriolo coi rispettivi amici. Lei con le sue amiche parla di lui e di come: russava manco fosse un orso in calore, di come non alzasse mai la tavoletta del water, che aveva la delicatezza e la sensibilità di uno yeti con la “luna storta”, che non la valorizzasse a dovere, mai un Anniversario ricordato per tempo, ecc.

Lui al bar coi suoi amici di lunga data, magari dopo una bevuta epica parla di lei: che era diventata un’arpia, che lo stava facendo diventare matto, che era ossessiva, prevaricatrice e simpatica come lo può essere un gatto nero appeso ai testicoli!

Insomma la frase della serie “rimaniamo buoni amici”, salvo rare eccezioni che si possono contare sulle punta delle dita, è una storiella senza senso che si racconta ma che in realtà non ha alcun fondamento. Già l’amicizia tra uomo e donna in generale è di per sé molto difficile, figuriamoci se due che sono stati insieme e si sono anche amati, terminato il loro rapporto possano poi rimanere amici sinceri e continuare a frequentarsi come se niente fosse mai successo, magari dopo che si siano lasciati pure in malo modo!

E’ vero che ci sono anche dei casi in cui per amore dei figli si può continuare uno pseudo rapporto di sopportazione reciproca, ma sono casi limite, di forza maggiore. Chi invece dice il contrario, che nonostante tutto sono rimasti grandi amici, o è perché non si sono mai amati davvero oppure stanno mentendo spudoratamente.

Quindi, ci sta che finito un amore possa esserci qualche risentimento, qualche insulto di troppo. State attenti però con chi e soprattutto dove vi sfogate. Perché potreste incorrere a sanzioni  e conseguenze serie come è successo a un ragazzo che preso da un attacco di ira funesta si è “lasciato andare” su Facebook lanciando improperi ed epiteti poco edificanti nei confronti della sua ex compagna.

Protagonista della vicenda un impiegato trentenne di Monza che ha approfittato del social network più famoso e diffuso del mondo per vendicarsi della sua ex che lo aveva lasciato. Il ragazzo brianzolo con l’orgoglio ferito ha usato Facebook come “valvola di sfogo” scrivendo qualche frase ingiuriosa, qualche commento un po’ troppo spinto su una foto “postata” raffigurante la ragazza.

Tale comportamento assunto sulle pagine del web è costato caro all’autore dal cuore infranto che dovrà risarcire la donna con ben 15 mila euro! Insomma la “bravata” dell’ amante respinto ha dato luogo ad una condanna esemplare che può costituire un precedente importante e sicuramente farà giurisprudenza.

La condanna dei 15 mila euro è stata comminata dal Tribunale civile di Monza quale giusto risarcimento per il danno morale arrecato da quegli insulti cybernetici.

La richiesta avanzata un anno fa dalla ex fidanzata è stata accolta pienamente dal giudice Piero Calaiò. La sentenza nella sua motivazione stabilisce che il commento affidato a Facebook rappresenta “una lesione dell’onore, della reputazione e del decoro” della ex fidanzata. In base a questo il giudice ha deciso che la donna ha subito un danno morale soggettivo inteso come “turbamento dello stato d’animo della vittima del fatto illecito, vale a dire come complesso delle sofferenze inferte alla danneggiata dall’evento dannoso, indipendentemente dalla sua rilevanza penalistica”.

Non è la prima volta che Facebook finisce in tribunale, recentemente una mamma era stata citata in giudizio dal figlio adolescente, accusandola di aver violato il suo account e la posta elettronica del portale, violando la sua privacy e compiendo un furto di identità.

Il mondo di internet è ancora poco regolamentato dalla legge, in nome della libertà di espressione in molti (troppi) si sentono autorizzati ad esprimersi senza filtri o censure di alcun tipo credendo che tutto sia lecito, anche l’insulto. Dopo questa faccenda bisogna invece fare estrema attenzione a quello che si scrive perché al posto del ragazzo brianzolo in futuro potrebbe esserci qualcun altro.

Bisogna abbandonare l’idea viziosa che internet sia un Far West, dove tutti fanno quello che vogliono senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze. Bisogna smettere di pensare che chiunque abbia un mouse e una testiera possa dire qualunque abominio e poi rimanere impuniti.

Sono d’accordo sulla libertà di espressione, su quella di stampa e sulla possibilità per tutti di dare voce alle proprie idee. Ma ciò deve avvenire in maniera matura e responsabile senza trascendere nella volgarità e nell’insulto gratuito. Si dice che la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri e questo bisogna tenerlo bene a mente, tutti, altrimenti potrebbe costarci molto cara….decine e decine di migliaia di euro!

Fabio Porretta