L’ Unasur si oppone all’ UE sulla questione Honduras

Chi pensava che la crisi politica dell’Honduras, iniziata quasi un anno fa, si fosse conclusa con l’elezione del nuovo presidente Lobo al posto dei due contendenti Zelaya (il presidente deposto con la forza dai militari) e Micheletti (che per qualche mese svolse le funzioni di presidente al posto di Zelaya) ha dovuto cambiare opinione in seguito alle polemiche che stanno accompagnando l’organizzazione della conferenza America Latina-Europa che si terrà a Madrid il 17 e 18 Maggio prossimi.

Al termine della riunione della Unión de Naciones Suramericanas (UNASUR) la maggioranza delle nazioni aderenti ha annunciato di aver deciso di boicottare la conferenza per protestare contro il riconoscimento da parte dell’Europa del governo Lobo.

“Noi conosciamo l’Europa come il continente più democratico del mondo con nazioni che promuovono la democrazia da molti secoli e non possiamo ammettere che riconoscano il signor Lobo che viene da una dittatura”. Così Morales ha ufficializzato il boicottaggio della Bolivia dopo che Brasile, Venezuela ed Ecuador avevano fatto altrettanto.

In effetti, in America Latina solo Colombia e Perù hanno riconosciuto il Presidente Lobo, non a caso le due nazioni che sono politicamente più vicine agli Stati Uniti, altro paese che non ha avuto problemi ad accettare il nuovo governo honduregno.

Anche Europa e Canada hanno riallacciato le relazioni con l’Honduras. Pare che la diplomazia spagnola stia lavorando per permettere il ritorno in patria del deposto presidente Zelaya in modo da ammorbidire la posizione degli altri leader della regione.

Non sarà compito facile, anche perché nei giorni scorsi, in occasione dei cento giorni di governo, Lobo ha aperto alla possibilità di un ritorno in Honduras di Zelaya ma ha anche ricordato che verrà consegnato alla giustizia per essere giudicato per alcuni capi di imputazione politici (accusato di aver promosso un’elezione popolare per convocare l’Assemblea Costituente) e comuni (presunto utilizzo di fondi pubblici a fini privati) contestatigli dal governo golpista e per questo ritenuti poco credibili dal diretto interessato e dai suoi alleati.

Zelaya si è detto disposto ad un immediato ritorno in patria solo se verranno cancellati tutti i capi di imputazione. Secondo il ministero degli esteri brasiliano, se non ci saranno fatti nuovi, saranno almeno dieci le nazioni latino americane che boicotteranno la conferenza di Madrid che vedrebbe così svalutata la sua importanza e verrebbe condannata al fallimento.

Nel dibattito è intervenuto anche il sottosegretario di Stato americano per l’America Latina, Arturo Valenzuela, che ha difeso il nuovo governo dell’Honduras, definito “paese che sta ritornando alla democrazia”.

Vedere tra coloro che sono contrari alla presidenza Lobo anche Lula, generalmente molto equilibrato e spesso in linea con le posizioni statunitensi, e non solo “gli estremisti” Chavez e Morales, non lascia molte speranze che si riesca ad evitare il previsto boicottaggio.

Paolo Menchi