Giustizia, il governo modifica il ddl ‘svuota-carceri’

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano

Il governo, messo alle strette dalle insistenze della Lega, ha ceduto. Il ddl elaborato qualche settimana fa dal ministro della Giustizia Angelino Alfano per combattere il sovraffolamento delle carceri è stato modificato: il progetto prevedeva che il detenuto che avesse ancora da scontare un solo anno di pena potesse trascorrere questo lasso di tempo agli arresti domiciliari. Ma il Carroccio aveva espresso critiche aspre. “E’ una sorta di indulto mascherato”, aveva ringhiato il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Oggi, quindi, l’esecutivo ha presentato alla Camera tre emendamenti che modificano il testo: in questa nuova versione del ddl, è infatti il magistrato di sorveglianza a dover valutare caso per caso se accordare al detenuto il permesso di scontare presso il proprio domicilio gli ultimi dodici mesi di pena. Tale possibilità resta comunque preclusa ai condannati per mafia e terrorismo e ai delinquenti abituali e, più in generale, l’opportunità potrà essere negata quando si presenti la concreta possibilità che il condannato possa fuggire oppure commettere altri reati.
L’articolo che nel primo ddl prevedeva la sospensione della detenzione con la messa alla prova presso i servizi sociali è stato invece stralciato. La rimozione di questa opzione è stata votata quasi all’unanimità dalla commissione Giustizia della Camera: contraria solo la deputata radicale eletta nel Pd Rita Bernardini.

Tatiana Della Carità