Pestaggio Gugliotta, identificati tre agenti di polizia

Non si placa la bufera sulle foze dell’ordine, innescata -giustamente- dal pestaggio di Stefano Gugliotta. Il ragazzo è stato picchiato da alcuni poliziotti il 5 maggio scorso nei pressi dello stadio Olimpico di Roma, dove si stava disputando la finale di Coppa Italia, ed ora è –o almeno dovrebbe essere- il momento dei chiarimenti. Anche il mondo politico si mobilita: dal ministro dell’Interno Roberto Maroni al presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, passando per il governatore del Lazio Renata Polverini, è bipartisan la richiesta di fare luce sulla vicenda. Il capo della polizia Antonio Manganelli ha disposto un’ispezione per verificare la correttezza dell’operato dei poliziotti coinvolti, affidando l’indagine al questore di Roma e al responsabile dei reparti mobili del dipartimento di Pubblica sicurezza. Tre degli agenti che hanno partecipato all’azione sono stati identificati e nei prossimi giorni saranno ascoltati dal pm Francesco Polino, che sta anche esaminando il filmato del pestaggio.
Gugliotta, che quella stessa sera è stato arrestato, resta comunque in carcere con l’accusa di essere un ultrà e di aver partecipato agli scontri con la polizia. Secondo gli inquirenti, il ragazzo avrebbe anche un precedente per rapina e un altro per lesioni e la patente di guida gli sarebbe stata sospesa per uso di cocaina. Ma il suo legale, l’avvocato Cesare Piraino, smentisce categoricamente questa versione. “Il certificato penale e il certificato dei carichi pendenti sono entrambi nulli -sottolinea Piraino- Quindi Stefano è incensurato” . Intanto salgono a 15 i testimoni pronti a confermare la versione di Gugliotta, che dal Regina Coeli continua a sostenere la propria innocenza. “Con i tifosi della Roma non c’entro niente -dice- Sono uscito di casa quindici minuti dopo l’inizio del secondo tempo della partita. Ero in motorino con un mio amico: siamo andati in viale del Pinturicchio, per vedere se era aperto un pub per festeggiare il compleanno di mio cugino. Quando stavo per tornare indietro sono stato avvicinato dalla polizia”. Il ragazzo protesta inoltre per il trattamento ricevuto dopo l’arresto. “Quando sono stato portato in cella -racconta- mi è stato chiesto di firmare un foglio con una casella già sbarrata, dove si leggeva che avrei rifiutato visite mediche supplementari. Io però mi sono opposto e solo dopo ho avuto la possibilità di fimare un foglio con le caselle ancora vuote”. Una testimonianza, questa, che ricorda pericolosamente una vicenda già vista, conclusasi drammaticamente il 22 ottobre scorso. Tra i familiari di Gugliotta, infatti, è forte il timore di un nuovo caso Cucchi. “Di qualsiasi cosa possano sospettarlo -dichiara Raimonda Gugliotta, madre di Stefano- non si può trattare così una persona.

Ieri Stefano Gugliotta ha inoltre ricevuto le visite di vari esponenti del panorama politico nazionale. Il senatore dell’Idv Stefano Pedica si dice “indignato” per il filmato dell’arresto, un video che “parla da sé”. “Finora -prosegue Pedica- non sono arrivate neanche le scuse alla famiglia del giovane da parte di chi governa quei poliziotti”. Altrettanto sentita la reazione della segreteria nazionale di Sinistra, Ecologia e Libertà, comunicata attraverso una nota di Paolo Cento ed Elettra Deiana. “La vicenda di Gugliotta -si legge nel comunicato- si inserisce in un clima di abusi che sempre più frequentemente vedono giovani cittadini vittime di pesanti interventi di operatori delle forze dell’ordine. Le immagini del Tg3 e di altre emittenti tv sono inequivocabili, e non può essere certo una giustificazione il ritenere il ragazzo un possibile tifoso ultrà, peraltro fatto smentito dai genitori”.
I senatori del Pd hanno inoltre predisposto un’interrogazione per chiedere al governo un approfondimento “senza omissioni e reticenze” su quanto accaduto. “Occorre ricostruire esattamente i fatti -spiega il senatore Felice Casson – e verificare se vi siano state responsabilità da parte delle forze di polizia. Per questo il Pd del Senato presenterà un’interrogazione urgente ai ministri competenti affinchè chiariscano la vicenda in Parlamento”.

Tatiana Della Carità