Alfa Romeo Giulietta, debutta in tv con Uma Thurman

    Come sappiamo dopo un’attesa lunghissima durata esattamente un decennio, l’Alfa Romeo è riuscita finalmente a “sfornare” l’erede della 147 ormai troppo in là con gli anni visto che il lancio sul mercato della media di Arese risale addirittura nel lontano ottobre del 2000!

    L’Alfa Romeo 147 essendo frutto di un progetto troppo datato, non aveva più la forza per poter battagliare ad armi pari con le dirette rivali straniere: Golf, Astra, Focus, Megane, tecnologicamente più avanzate dell’italiana.

    Normalmente la “vita media” di un modello di automobile è di 3 anni più altri 3 anni per il restayling, per un totale di 6 anni al massimo. L’Alfa Romeo 147 è sul mercato da ben 10 anni! Un’eternità visto che nel frattempo la concorrenza si evolveva e si aggiornava sia esteticamente che meccanicamente.

    Ecco spiegato il tracollo dell’Alfa negli anni, che nonostante un buon numero di immatricolazioni all’interno del territorio italiano, dovuto ai soliti inguaribili “alfisti”, al di là delle Alpi invece le vendite sono state quasi nulle, un andamento che ha fatto crollare il prestigio di un marchio storico come quello del “biscione”.

    In Europa l’Alfa è stata letteralmente annientata dallo strapotere della Volkswagen e la 147 oscurata dalle vendite della Golf che rimane dopo decenni ancora l’auto più venduta in assoluto del Continente.

    Questo perché la tedesca di Wolfsburg negli anni si è saputa rinnovare costantemente anche se più “sottopelle” nella meccanica e nell’ affidabilità visto che le linee esterne sono da sempre coerenti con quelle originarie e non sono state mai stravolte completamente.

    Oggi l’Alfa Romeo preso atto dello stradominio tedesco ma anche della forte ascesa delle auto francesi  ed asiatiche, ha deciso di voltare pagina e “mandare in pensione” l’Alfa 147, rimpiazzandola con l’Alfa Romeo Giulietta, “riesumando” un nome che nel passato automobilistico rappresenta una vera icona, la storia stessa del marchio italiano.

    Un po’ come è già successo in casa Lancia dove è stato “rispolverato” il nome della Delta dando in là a non poche polemiche, anche in casa Alfa Romeo ci si è voluti affidare ad un nome storico come quello della Giulietta per risollevare le sorti e le vendite del Biscione e per avere una pronta riscossa.

    Un’ operazione “nostalgia” che ha fatto storcere il naso a tutti gli alfisti “doc”, prima ancora che la nuova auto abbia fatto ingresso ufficiale sul mercato. Per i “puristi” del marchio, “sporcare” il glorioso nome della Giulietta per una pseudo-alfa è un insulto bello e buono.

    Per gli “estremisti” del biscione, la nuova Giulietta non è altro che una Fiat Bravo “camuffata” da Alfa, non a caso condividono lo stesso telaio e la stragrande maggioranza delle componenti meccaniche. Insomma per molti la Giulietta è un’auto in tutto e per tutto Fiat “ricarrozzata” Alfa Romeo!

    L’Alfa ha una storia di auto sportiva che va preservata e non può essere “sporcata” da un’operazione revival sotto la regia di un Marchionne che è più attento alle sorti di “mamma” Fiat che a risollevare veramente e una volta per tutte il brand milanese.

    Per molti la colpa più grande della Fiat (detentrice, com’è noto, sia di Alfa che di Lancia) è di trascurare le sorti di questo marchio per manifesta incapacità, lasciando nel più completo abbandono un’azienda che meriterebbe ben altra considerazione.

    L’Alfa da “fiore all’occhiello” è diventata una zavorra, un “buco nero” in termini di conti e di bilancio. Le soluzioni sono due: o la Fiat decide di investire pesantemente nella ricerca e nella progettazione di nuovi veicoli Alfa (ricordiamo che oltre alla 147, anche la 159, la Brera e l’Alfa Gt sono modelli troppo vecchi che avrebbero bisogno di un aggiornamento) oppure vendere il marchio ad un’azienda straniera ( s’è parlato della Volkswagen, tanto per cambiare!) che abbia le risorse finanziarie ed ingegneristiche per farlo tornare agli antichi splendori, rischiando però, in questo caso, di ritrovarsi una concorrente in più sul mercato.

    In realtà ci sarebbe una terza soluzione: la dismissione e la cancellazione del marchio stesso. Ma sarebbe la scelta più dolorosa e impopolare. Cancellare per sempre l’Alfa Romeo che tra il 1920 e il 1930 ha scritto la storia delle corse automobilistiche con piloti leggendari come: Antonio Ascari, Enzo Ferrari, Tazio Nuvolari, sarebbe un “delitto”, un abominio.

    Ma l’accordo Fiat-Chrysler con gli investimenti “degli Agnelli” volati oltreoceano è più di un segnale, è più di un sintomo che Alfa Romeo insieme a Lancia rischiano l’epurazione dopo che per anni abbiano sofferto un forte ridimensionamento.

    Le premesse insomma non sono proprio delle più rosee, la nuova Alfa Romeo Giulietta debutta già in un clima teso e con tutti i pronostici contro. Il compito della nuova berlinetta italiana si prospetta tra i più ardui e non sarà per niente facile fare breccia in un mercato come quello dell’auto “avvelenato” anch’esso dalla crisi economica mondiale.

    La certezza è che sulle “sue spalle” dipenderà gran parte delle sorti del marchio, una responsabilità mica da poco! La nuova Giulietta nel frattempo è stata presentata al Salone dell’Auto di Ginevra del 2010, riscuotendo un discreto successo tra gli addetti  e i giornalisti del settore.

    La nuova “segmento C” del biscione pare avere tutte le “carte in regola” per aver successo anche all’estero, vero e proprio “tallone d’Achille” di tutte le Alfa. A noi non ci resta che aspettare e sperare. Perché un’ auto italiana che va bene è sempre un fattore positivo per l’economia nazionale stessa.

    Non dimentichiamoci che la nuova Giulietta insieme alla nuova Delta verrà fabbricata nello stabilimento di Cassino (FR) e dal successo di questo modello automaticamente dipende il futuro dei tanti operai ciociari coinvolti.

    Intanto il prossimo 16 maggio debutterà su tutte le tv italiane la pubblicità della nuova Giulietta. La “madrina” d’eccezione sarà una conturbante Uma Thurman l’indimenticabile protagonista di Pulp Fiction film diretto da Quentin Tarantino.

    Per lo spot verrà chiamato in causa addirittura un verso di William Shakespeare “Noi siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni”.  Lo spot televisivo verrà dunque lanciato con una settimana di anticipo rispetto al porte aperte, in programma il 22 e 23 maggio.

    La pubblicità, interamente girata negli Stati Uniti vedrà Uma Thurman interpretare cinque diversi ruoli femminili che, secondo la casa, “simboleggiano le differenti anime della vettura”.

    Fabio Porretta