Cinema:Scontro di civiltà per un’ascensore a piazza Vittorio

Isotta Toso punta la cinepresa su Roma, quartiere Esquilino, piazza Vittorio, in un vecchio palazzo umbertino si snodano le vicende di un eterogeneo gruppo di inquilini, una piccola falla multietnica segnata da forti  differenze culturali, di religione e di provenienza. L’ambiente claustrofobico del palazzo scaturisce uno scontro di civiltà in cui tali diversità emergono prepotentemente nel quotidiano tramutandosi in malintesi. Le storie dei personaggi segnano i propri percorsi incrociandosi solo negli spazi comuni e nell’ evitabile ascensore, puntualmente all’origine di tante dispute condominiali. C’è chi cerca l’ispirazione per una foto, chi il cane smarrito improvisamente, chi convive con le proprie rinunce, chi con la malavita locale e chi con le rugini burocratiche a cui devono sottostare gli extracomunitari. Una morte improvvisa rompe l’instabile equilibrio  condominiale. Tutti possono essere potenziali assassini e tutti, naturalmente, si trovano ad incolparsi l’uno con l’altro. Però saranno loro,uniti, a svelare il nome dell’assassino al commissario, al posto di quell’unico testimone che non può parlare: L’ASCENSORE. I problemi legati al meltin in pot italiano, alla mentalità arcaica di coloro che lo vivono, ai futili problemi giornalieri di una palazzina, alla puzza di cherry che si libera ad ogni ora nel condominio sono tutte realtà con le quali è difficile convivere . Ma  certe volte basta una tragedia per avvicinare tutti e dimenticarsi dei leggiadri problemi. Ciò che unisce non distrugge, ma fortifica.

-Zolpho Paolo-