Scarcerato Stefano Gugliotta

Questa l’intervista che ha rilasciato Stefano Gugliotta, il ragazzo di 25 anni arrestato, dopo la finale di Coppa Italia  tra Roma e Inter, dalla polizia:

“Io urlavo le mie ragioni, cercavo di spiegare ma loro mi colpivano. Saranno stati sette od otto, era tutta una camionetta. Sono pieno di lividi: stanotte ho dormito tre ore, pensavo a quello che ho vissuto”.  Ieri è tornato in libertà dopo alcuni giorni di carcere, “Ma sono stati duri, difficili da passare” ha detto. In relazione al suo arresto è indagato un agente di polizia per il reato di lesioni volontarie aggravate e il ragazzo resta accusato di resistenza a pubblico ufficiale.

“Io so solo che quella sera ho cenato con i miei genitori, poi sono uscito con un amico per andare a una festa di compleanno di mio cugino – ha proseguito Gugliotta – eravano in motorino. A un certo punto uno mi ha intimato l’alt, mi sono fermato. Quando ho chiesto perché, il poliziotto mi ha dato un cazzotto in bocca, non sono scappato, potevo farlo”. “Dimenticare è difficile ma proverò a tornare alla vita di tutti i giorni lasciandomi alle spalle tutto quello che è successo, il clamore non fa parte della mia vita, voglio stare tranquillo. Sono stati giorni pesanti da passare, grazie al cielo c’è stata la solidarietà di molti”.

Il difensore di Gugliotta, l’avvocato Cesare Piraino, ha detto che nei giorni scorsi un alto funzionario della polizia ha chiamato la madre del ragazzo e ha chiesto scusa del comportamento avuto da un agente anche a nome del questore di Roma.

LA SCARCERAZIONE

Il gip Aldo Morgigni ha disposto ieri la scarcerazione di Gugliotta. Alla base del provvedimento del giudice la mancanza delle esigenze cautelari, fermo restando la sussistenza del reato di resistenza a pubblico ufficiale. La Procura aveva chiesto la remissione in libertà. Per la Procura, secondo quanto è emerso dal filmato diffuso anche su Internet, Gugliotta è stato vittima di un “atto arbitrario” da parte del poliziotto che l’ha colpito. I filmati sull’aggressione fanno capire – ha detto la Procura – come sia stata legittima la reazione che il ragazzo ha avuto al momento dell’arresto, perché conseguente all’atto subito. L’agente che gli ha sferrato un pugno è stato stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di lesioni volontarie, aggravate dal fatto che è un pubblico ufficiale. L’uomo è un poliziotto del Reparto Mobile in servizio da circa 15 anni (Apcom)