Speciale Cannes: Mostrato Draquila di Sabina Guzzanti

sabina guzzanti

Il Festival di Cannes è partito. E con lui anche il concorso. Per gli italiani, la prima a debuttare è stata Sabina Guzzanti con il suo Draquila, sull’operato del governo e della Protezione civile in Abruzzo.

Preceduta da mille polemiche, la Guzzanti è approdata sulla Croisette come una cascata d’acqua sulle rocce, parla a ruota libera di politica e di Italia. Il film ha comunque avuto una discreta accoglienza alla prima presentazione.

Ma torniamo al film. Intuizione geniale, risultato forse un pò meno.

Draquila forse è veramente la risposta italiana a 2012. Un disaster movie in salsa abruzzese, in cui il gusto italico per l’orrido di stato diventa normalità, e il tutto insieme che vi gira intorno, è più simile a un bordello che ad una struttura politica moderna.

Gli effetti speciali sono davvero straordinari (sembra tutto vero, chissà come hanno fatto). La storia ipotizza una realtà talmente simile alla nostra da far rabbrividire. Il presidente del consiglio italiano, un personaggio di dubbia moralità ma di sicuro impatto comunicativo, frequentatore di escort e di compleanni di minorenni, approfitterebbe davvero della disgrazia di una regione per riabilitarsi agli occhi degli elettori e riacquistare forza popolare. Ma quando mai è successa una cosa simile nel nostro paese? E per chiudere speculazioni edilizie in combutta con la protezione civile, appalti della ricostruzione, fondi mai giunti a destinazione, case costruite in emergenza solo dalla Croce Rossa.

Forse il film pecca di qualche declinazione di troppo verso lo stile  Michael Moore e soffre della medesima problematica di altri suoi simili: parla a chi già pensa le stesse cose senza minimamente scalfire il pensiero opposto. Quindi fondamentalmenmte fa un lavoro inutile.

Ma dopotutto, è solo fantasia no?

“Questa è la grande illusione, che ciò che è vuoto e fasullo non possa durare. E invece dura.”

Emiliano Stefanelli