Pd: bufera sullo spazio dedicato alle due fazioni in televisione

     

    Bufera sul Tg1 di Augusto Minzolini dopo la pubblicazione dei dati dell’Osservatorio di Pavia riguardanti lo spazio dedicato a governo, maggioranza e opposizione nel mese di aprile.

    A denunciare quelle che definisce “faziosità incredibile” è questa volta uno dei rappresentanti del Pd nella Commissione di vigilanza sulla Rai, Vincenzo Vita: “Anche oggi”, scrive Vita, “il Tg1 è riuscito a cancellare l’opposizione, guarda caso nel giorno in cui il governo annuncia lacrime e sangue”. Concorde anche l’Italia dei Valori, che mette sotto accusa anche il Tg3, tradizionale “riserva” dell’opposizione di sinistra.

    Quanto si può osservare dal report che l’Osservatorio realizza per la Vigilanza, il mese scorso il tempo dedicato dai all’opposizione, si è ulteriormente ridotto anche a causa dello scontro interno alla maggioranza tra Fini e Berlusconi.

    Nello specifico, il Tg1 ha riservato a tutti i partiti di opposizione (Pd, Udc e Idv in particolare) il 19,6% degli spazi. Il resto se lo spartiscono il governo (43,2%) e i partiti di maggioranza (15%). Ancora più evidente lo squilibrio se si guarda ai politici più presenti in video: sui primi tre gradini del podio ci sono tre esponenti del centrodestra: al primo posto c’è ovviamente Berlusconi, che sul Tg1 delle 20 ha parlato per 667 secondi. Più del doppio del tempo riservato al secondo classificato, il presidente della Camera Gianfranco Fini, che ha fatto sentire la sua voce per 314 secondi, tallonato dal ministro degli Esteri Franco Frattini con 294 secondi.

    L’ Opposizione:”E’ triste essere costretti pressoché ogni giorno a intervenire sulle faziosità incredibili del Tg1″, afferma Vita. “Del resto, essere parte della Commissione di vigilanza Rai impone, per l’appunto, di essere attenti osservatori delle infrazioni del e nel servizio pubblico”. “I dati dell’Osservatorio di Pavia evidenziano lo squilibrio abnorme tra governo, maggioranza e opposizione, con una nobilissima gara a chi è più squilibrato nei confronti di governo e maggioranza tra Tg1 e Tg5”.

    La direzione respinge al mittente ogni critica: “Quelle dell’opposizione sono accuse senza fondamento, fuori dalla par condicio noi applichiamo il criterio giornalistico”, dicono fonti vicine all’entourage di Minzolini. E a proposito dei servizi andati in onda oggi, spiegano: “Nel Tg1 delle 13.30 non c’era proprio la nota politica. C’era solo un servizio sulla manovra economica senza sonori dei politici”

    In merito a tutto questo dalla direzione del Tg1 fanno sapere che “i dati vanno considerati nel tempo e non nel singolo giorno. La regola di dare un terzo dello spazio al governo, un terzo alla maggioranza e un terzo all’opposizione non è stata decisa da noi. Poi è chiaro che in un momento come questo in cui tiene banco la dialettica interna al Pdl la maggioranza ha più spazio, ma basta guardare ai giorni del Congresso del Pd per vedere come i numeri dell’opposizione schizzino in alto”.

    il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone: “Anche oggi, secondo un copione ormai logoro, l’opposizione strilla contro il Tg1 di Minzolini”, dichiara. “E’ un grave errore, oltre che una illusione: quando si sbaglia, come accade all’opposizione italiana, bisognerebbe analizzare i propri errori, non costruire una realtà virtuale che giustifichi le proprie sconfitte”.

    Ma la polemica non si placa, mentre sul banco degli imputati finisce anche il Tg3 di Bianca Berlinguer: “Sono mesi che l’Italia dei Valori viene sistematicamente cancellata dai Tg nazionali”, denuncia Pancho Pardi, capogruppo Idv in Vigilanza. “Anche con il Tg3 l’Italia dei Valori trova non poche difficoltà ad andare in onda e le sue apparizioni sono centellinate”, aggiunge Pardi. “E’ evidente che la nostra forza politica, che non ha voluto partecipare alle logiche spartitorie dell’azienda pubblica, dà fastidio a molti”.

    La risposta del direttore dell’ex “Tele Kabul“: “Sono letteralmente stupefatta”, dichiara la Berlinguer. “La presenza dell’Italia dei Valori e in particolare del suo leader Antonio Di Pietro è regolare e costante come quella peraltro di tutte le altre forze politiche. D’altra parte”, spiega la giornalista, “la presenza dei leader politici è dettata non dal bilancino delle percentuali, ma da una regola molto semplice: seguire le fasi del dibattito politico nel suo sviluppo”

    Luca Bagaglini